Edizione n. 16

Gli stati d’animo che molte persone hanno vissuto nei mesi più critici della pandemia riecheggiano in due libri che raccontano il conflitto interiore: Una vita sospesa di Giulio Levi e La peste di Albert Camus. Nel suo libro, Levi narra la storia del padre Sergio. Dopo le leggi razziali del 1938 Sergio perse il lavoro e iniziò una lunga fuga per proteggere la famiglia. Questa vicenda richiama il senso di privazione che tante persone hanno sentito durante l’emergenza sanitaria.

La paura del contagio ha spinto molti pazienti cronici a interrompere controlli e percorsi di cura. Per questo motivo i dati mostrano un forte calo degli accessi per infarto e ictus. In farmacia le persone chiedono meno consulenze, e questo cambiamento danneggia la prevenzione cardiovascolare.

La peste di Camus offre una riflessione essenziale. La solidarietà diventa la risposta più autentica alla crisi. Camus non invoca gesti eroici, ma invita ciascuno a sostenere chi soffre con scelte quotidiane semplici e costanti.