Forame Ovale Pervio
Forame Ovale Pervio: il convegno multidisciplinare di Careggi su diagnosi e trattamento
Firenze, 28 novembre 2025 - Oltre 150 specialisti a confronto su PFO, chiusura percutanea e nuove evidenze scientifiche
Il Team Heart and Brain di Careggi: eccellenza italiana nella gestione del PFO
Il forame ovale pervio (PFO) rappresenta una delle condizioni cardiologiche più discusse nell'ambito della prevenzione dell'ictus criptogenico. Il 28 novembre 2025, l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze ha ospitato un convegno scientifico che ha fatto il punto sullo stato dell'arte della diagnosi e del trattamento di questa patologia.
L'evento è stato organizzato dal Team Heart and Brain dell'AOUC, il primo team multidisciplinare italiano dedicato al PFO, attivo dal 2016. Diretto dal Dr. Francesco Meucci (cardiologo interventista) e dalla Dr.ssa Cristina Sarti (neurologa e ricercatrice), il team ha valutato oltre 1000 pazienti sviluppando un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) aziendale.
Anatomia ed epidemiologia del Forame Ovale Pervio
La Dr.ssa Miroslava Stolcova ha illustrato gli aspetti anatomici fondamentali del PFO, evidenziando la differenza cruciale tra forame ovale pervio e difetto interatriale. Le diverse anatomie della fossa ovale configurano un rischio variabile di embolia paradossa:
- Aneurisma del setto interatriale
- Rete di Chiari
- Valvola di Eustachio prominente
Tecniche di chiusura percutanea del PFO
La relazione ha approfondito le tecniche di chiusura percutanea del PFO, confrontando i diversi device disponibili e la possibilità di chiusura con punto di sutura in casi selezionati. I trial randomizzati e controllati hanno dimostrato la superiorità della chiusura percutanea rispetto alla terapia medica nei pazienti con ictus PFO-correlato.
Come riconoscere uno Stroke PFO-Correlato
La diagnosi di stroke PFO-correlato rappresenta il presupposto fondamentale per considerare la chiusura del forame ovale pervio. La Dr.ssa Cristina Sarti ha presentato il percorso diagnostico che include:
- Diagnosi di ictus embolico
- Esclusione di altre cause
- Identificazione di indizi per embolia paradossa
- Applicazione della classificazione PASCAL (PFO-Associated Stroke Causal Likelihood Classification System)
La classificazione PASCAL fornisce elementi clinico-anatomici per stabilire il grado di probabilità di correlazione tra PFO e ictus, guidando le decisioni terapeutiche.
PFO e Sindrome Platipnea-Ortodeossia: una nuova indicazione alla chiusura
Un aspetto clinico emergente discusso al convegno riguarda la sindrome platipnea-ortodeossia, caratterizzata da:
- Dispnea e desaturazione in ortostatismo
- Risoluzione dei sintomi in clinostatismo
- Riduzione della PaO2 >4 mmHg in posizione eretta
- Riduzione della SatO2 >5% in ortostatismo
La Dr.ssa Federica Rocchi e la Dr.ssa Giulia Fabietti hanno spiegato come l'ipossiemia da shunt artero-venoso non risponda alla somministrazione di ossigeno. Il test all'iperossia permette la diagnosi ambulatoriale.
Aspetto rilevante: Nei casi di dispnea da shunt correlato a PFO, la chiusura determina una reversibilità immediata dei sintomi, rappresentando una delle poche indicazioni in cui la chiusura del PFO è curativa e non preventiva.
Diagnosi strumentale del PFO: Doppler Transcranico ed Ecocardiografia
Doppler Transcranico per la Diagnosi di Shunt
La Dr.ssa Antonella Cramaro ha evidenziato come il Doppler transcranico, se eseguito secondo le linee guida della Consensus Conference, presenti:
- Elevatissima sensibilità e specificità per lo shunt destro-sinistro
- Migliore esecuzione della manovra di Valsalva rispetto all'ecocardiogramma transesofageo
- Accurata valutazione degli shunt residui post-chiusura
Ecocardiografia: Dalla Diagnosi alla Pianificazione dell'Intervento
La Dr.ssa Maria Grazia D'Alfonso ha illustrato l'approccio integrato tra ecocardiografia transtoracica e transesofagea per:
- Caratterizzare l'anatomia della fossa ovale
- Identificare fonti cardioemboliche alternative
- Pianificare la strategia di chiusura percutanea
- Guidare la procedura interventistica
- Valutare gli shunt residui
Trombofilia e Forame Ovale Pervio: implicazioni cliniche
La Prof.ssa Rossella Marcucci ha affrontato il complesso rapporto tra trombofilia e PFO, evidenziando:
Fattori genetici di rischio
- Mutazione del fattore V Leiden
- Mutazione G20210A del gene della protrombina
- Deficit di proteina C, proteina S, antitrombina III
Indicazioni Pratiche
- Eseguire i dosaggi lontano dalla fase acuta
- Sospendere terapie anticoagulanti (anche eparina)
- Evitare assunzione di estrogeni durante il test
Dati recenti indicano un aumentato rischio di recidiva di ictus in pazienti con trombofilia, rischio che viene annullato con la chiusura del PFO.
Neuroimmagini nel PFO: il ruolo della Risonanza Magnetica
Il Dr. Marco Moretti ha sottolineato come la Risonanza Magnetica cerebrale rappresenti la metodica di scelta per:
Elementi suggestivi di genesi embolica
- Infarto corticale singolo o multiplo
- Lesioni in territori vascolari diversi
- Esclusione di meccanismi lacunari
Lesioni Silenti e Sostanza Bianca
Il riscontro di lesioni ischemiche emboliche silenti è incluso in alcuni score di rischio (es. PROLONG registry) come potenziale indicazione alla chiusura, pur non essendo un'indicazione formale nelle linee guida.
Le lesioni della sostanza bianca mostrano maggiore prevalenza e gravità nei pazienti con PFO, specialmente con ampio shunt destro-sinistro, con distribuzione selettiva a carico della sostanza bianca profonda e posteriore.
Aree grigie: PFO e gestione perioperatoria
Rischio anestesiologico nei pazienti con PFO
Il Dr. Francesco Barbani ha evidenziato come la ventilazione meccanica aumenti:
- Resistenze polmonari
- Pressioni in atrio destro
- Rischio di fenomeni embolici
Strategie preventive proposte
- Evitare laparoscopia quando possibile
- Evitare interventi neurochirurgici in posizione seduta
- Utilizzare filtri per bolle d'aria nelle linee venose
- Ridurre la pressione di insufflazione peritoneale
- Potenziare la profilassi antitrombotica
L'ictus perioperatorio in pazienti con chirurgia non cardiaca mostra elevato impatto in termini di mortalità e disabilità, con rischio maggiore a lungo termine nei pazienti con PFO.
Chiusura del PFO in Prevenzione Primaria: Nuove Frontiere
La proposta del prof. Lorenz Räber
Il Prof. Räber (Bern University Hospital) ha presentato categorie di pazienti che potrebbero beneficiare della chiusura del PFO in prevenzione primaria, pur in assenza di trial randomizzati:
Categorie ad Alto Rischio
- Pazienti con embolia polmonare
- Trombosi venosa profonda
- Stati di ipercoagulabilità documentati
- Portatori di pace-maker o defibrillatori
- Candidati a chirurgia in posizione seduta
- PFO con anatomia ad alto rischio
Altre Categorie da Considerare
- Familiari di primo grado con storia di ictus PFO-correlato
- Autisti professionisti (posizione seduta prolungata)
- Subacquei
- Musicisti di strumenti a fiato
Razionale epidemiologico
La riduzione della prevalenza del forame ovale pervio (PFO) osservata negli studi autoptici con l’avanzare dell’età potrebbe essere interpretata come un possibile indicatore di un aumentato rischio di mortalità nei soggetti affetti da tale condizione.
PFO nei pazienti anziani: trial in corso
La Dr.ssa Federica Rocchi ha discusso la problematica della chiusura del PFO dopo i 60 anni. Sebbene le linee guida attuali raccomandino la chiusura in pazienti <60 anni, in casi selezionati può essere considerata anche in età più avanzata.
Trial in corso
- CLOSE-2 (ClinicalTrials.gov: NCT05387954)
- STOP (ClinicalTrials.gov: NCT05907694)
Questi studi forniranno evidenze specifiche per la popolazione anziana.
PFO ed emicrania: un rapporto complesso
Il Dr. Francesco De Cesaris ha illustrato la relazione tra PFO ed emicrania con aura:
- Elevata frequenza di PFO in pazienti con emicrania con aura
- Assenza attuale di evidenze solide per proporre la chiusura nella prevenzione dell'emicrania
- Necessità di nuovi trial e approccio multidisciplinare
Conclusioni del convegno: verso un approccio integrato
Il convegno sul forame ovale pervio organizzato dal Team Heart and Brain di Careggi ha evidenziato come la gestione del PFO richieda un approccio multidisciplinare strutturato che integri:
Certezze dalle Evidenze Scientifiche
- Efficacia della chiusura percutanea nell'ictus criptogenico PFO-correlato
- Ruolo curativo nella sindrome platipnea-ortodeossia
- Superiorità delle tecniche interventistiche rispetto alla terapia medica in pazienti selezionati
Aree di Incertezza da Approfondire
- Chiusura in pazienti >60 anni
- Prevenzione primaria in categorie ad alto rischio
- Gestione delle lesioni silenti alla RM
- Protocolli perioperatori standardizzati
Il Modello Careggi
L'esperienza del Team Heart and Brain di Careggi, con oltre 1000 pazienti valutati dal 2016, dimostra come la collaborazione strutturata tra cardiologia, neurologia, medicina interna, pneumologia, neuroradiologia e anestesiologia possa migliorare significativamente gli outcome clinici.
Key Points del Convegno
- 📌 PFO e Stroke: La classificazione PASCAL guida la diagnosi di ictus PFO-correlato
- 📌 Chiusura Percutanea: Superiorità dimostrata vs terapia medica in pazienti selezionati
- 📌 Sindrome Platipnea-Ortodeossia: La chiusura del PFO è curativa, non solo preventiva
- 📌 Diagnostica: Approccio integrato Doppler transcranico + ecocardiografia
- 📌 Trombofilia: Valutazione essenziale nel work-up diagnostico
- 📌 Prevenzione Primaria: Prospettive future per categorie ad alto rischio
- 📌 Gestione Perioperatoria: Area grigia che richiede protocolli condivisi
Domande Frequenti (FAQ)
Cos'è il forame ovale pervio? Il forame ovale pervio è una comunicazione tra atrio destro e sinistro presente nel 25% della popolazione generale, che normalmente si chiude dopo la nascita ma può rimanere pervio.
Quando è indicata la chiusura del PFO? La chiusura è indicata principalmente in pazienti con ictus criptogenico PFO-correlato di età <60 anni e in pazienti con sindrome platipnea-ortodeossia.
Come si diagnostica il PFO? Attraverso Doppler transcranico ed ecocardiografia (transtoracica e transesofagea), con valutazione integrata delle caratteristiche anatomiche e dello shunt.
La chiusura del PFO previene l'emicrania? Attualmente non ci sono evidenze sufficienti per raccomandare la chiusura del PFO come trattamento dell'emicrania, sebbene ci sia un'associazione tra PFO ed emicrania con aura.
Articolo redatto sulla base dei contenuti scientifici del convegno "Il Forame Ovale Pervio: paradigma della multidisciplinarietà" - AOUC Careggi, Firenze, 28 novembre 2025

