17 Giugno 2021

Bicicletta società e benessere

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Ciò che nasconde il nostro orizzonte, come le grandi case delle città, ci rende piccoli perché ci toglie ciò che i nostri occhi possono darci, “Perché io ho la dimensione di ciò che vedo e non quella della mia altezza”
Copertina edizione n.17

Copertina edizione n.17

“Porque eu sou do tamanho do que vejo e não do tamanho da minha altura”  è un verso di una poesia di Fernando Pessoa, pubblicata nella raccolta “O guardador de rebanhos” (il guardiano della mandria) con l’eteronimo di Alberto Caeiro. Ciò che nasconde il nostro orizzonte, come le grandi case delle città, ci rende piccoli perché ci toglie ciò che i nostri occhi possono darci, “Perché io ho la dimensione di ciò che vedo e non quella della mia altezza” dice Pessoa che in quest’opera, attraverso il suo eteronimo, impersona un poeta-filosofo portoghese vissuto tutta la vita come contadino. Ho scelto questa citazione del poeta “dell’inquietudine”  per introdurre il tema di questo numero  “ Bicicletta, Società e Benessere” perché il nostro ambiente sopravviverà se cambiamo il nostro punto di vista . E noi con esso se impariamo, appunto, a muoverci nell’ambiente cambiando la prospettiva del nostro orizzonte per tornare consapevoli di essere parte della grandezza del nostro mondo naturale fatto di aria, acqua, paesaggi e territorio. Ad ogni chilometro la biodiversità e l’orografia hanno fatto la storia dell’uomo e le strade hanno diffuso passo dopo passo arte e cultura. Sono i cammini che hanno reso grande l’uomo, aprendolo a nuovi orizzonti, nuovi territori, nuovi incontri, nuove espressioni ed a nuove sfide. Basti pensare alla magnificenza delle piccole e grandi città sorte lungo l’antico tracciato della via Francigena. Una per tutte Siena che  deve proprio alla sua posizione sulla via Francigena lo sviluppo urbanistico e demografico, nonché finanziario, che visse nel Basso Medioevo. Sono i cammini, le vie lente, che hanno fatto nascere nuove realtà, diffuso la conoscenza e distribuito le risorse sul territorio; non le autostrade che hanno avuto l’effetto di svuotarlo e concentrare le persone nei grandi agglomerati urbani. E oggi saranno proprio le linee lente, i cammini e le vie ciclabili, che ci salveranno aiutandoci a trovare visioni nuove e soluzioni che intercettano i bisogni del nostro tempo e rimettono l’uomo al centro nel rispetto dell’ambiente. Su questo argomento Paolo Pileri, professore di progettazione e pianificazione urbanistica al Politecnico di Milano ed autore del libro “Progettare la lentezza” (Edizioni People, 2020. www.peoplepub.it), ha regalato alle pagine di SPELS ACADEMY un bellissimo articolo su “Le grandi ciclovie che cambieranno l’Italia”. Paolo Pileri è infatti l’ideatore e responsabile scientifico del progetto VENTO il percorso cicloturistico che sarà realizzato lungo il fiume Po. Ma cicloturismo significa anche economia legata alla bicicletta, ovvero oltre 500 miliardi di valore nella sola UE. Le ciclabili inoltre distribuiscono la ricchezza, ogni Km mantiene 5 posti di lavoro ed i giovani non lasciano il territorio. Il primo a parlare di Bikeconomy è stato Gianluca Santilli, padre della “Granfondo Campagnolo di Roma”, avvocato d’affari esperto di finanza e studioso dell’economia sostenibile. Ce la racconta in queste pagine: è la storia dell’Italia che pedala e di un’intuizione, l’Osservatorio della Bikeconomy, non solo per promuovere il ciclismo ma l’uso della bicicletta per la mobilità delle città del futuro e come volano dell’economia per la crescita del nostro paese. Il suo articolo è illuminante e si conclude con un messaggio a tutti noi: “Pedaliamo, facciamolo assieme, lo dobbiamo a noi, ai nostri figli, al pianeta che ci ospita che stiamo stupidamente e colpevolmente sfregiando.” C’è da dire che questo cambio di prospettiva va di pari passo con lo sviluppo  tecnologico della bicicletta, uno dei veicoli più efficienti della storia della mobilità umana che, inventato 203 anni fa, puntualmente si rinnova. Su questo argomento vi invito a leggere l’excursus storico e la bella analisi di Piero Nigrelli sull’evoluzione tecnologica della bicicletta in rapporto ai mutamenti sociali ed economici, nonché sui fatti legati alle emergenze ambientali e sanitarie (leggasi pandemia da COVID-19). Nigrelli, direttore del settore ciclo di Confindustria Ancma, afferma che la bicicletta è stata più volte negli anni un modello di rinascita o di sviluppo di questo paese ma solo oggi assistiamo ad un ritorno all’uso della bici motivato dalla ricerca del benessere attraverso la scelta consapevole di una mobilità sostenibile, a tutela dell’ambiente e della nostra salute.

A questo punto gli elementi per parlare delle relazioni tra bicicletta, società e benessere ci sono tutti: evoluzione tecnologica del veicolo, tutela dell’ambiente e sviluppo del territorio, progettazione e creazione di infrastrutture per la ciclomobilità, sviluppo economico e ricerca del benessere equo e sostenibile. Nelle pagine di questo numero speciale Bike di SPELS ACADEMY, troverete dunque tutti gli argomenti che naturalmente vi si collegano come l’indispensabile articolo del prefetto Roberto Sgalla, già Direttore Centrale per la Polizia Stradale, che fa una analisi dei corretti comportamenti per la sicurezza su strada e sulle ciclabili, a fronte dell’immissione in circolazione dei nuovi veicoli a pedalata assistita condotti da persone che si affacciano all’esperienza della nuova mobilità urbana. Le esperienze di cicloturismo in coppia, senza competitività sportiva, alla scoperta del territorio e dei valori umani, amabilmente raccontate da Stefano Monti. Un “Encomio alla Bicicletta” del nostro medico sportivo Nicola Iacovone autore della rubrica “Sport e Salute”.  In questo settore vi proponiamo anche l’efficace divulgazione scientifica dei due medici fisiatri Claudia Celletti e Filippo Camerota sulla corretta postura in bici con un occhio attento a selle e telai. I due specialisti rispondono alla domanda su quali siano i problemi muscolo-scheletrici ed articolari più frequenti di chi inizia a praticare il ciclismo anche nel tempo libero o per la mobilità quotidiana. Infine, non poteva mancare l’articolo di Paolo Maresca sulla tecnologia digitale in supporto della mobilità ciclistica e al fitness. Molto interessante l’algoritmo BIKERGY, un metodo brevettato, sviluppato da un team medico scientifico dell’Università di Roma SAPIENZA, che garantisce la pratica sportiva in condizioni di sicurezza permettendo di scegliere  solo percorsi adatti alla propria forma fisica.

Con la pubblicazione di questo numero speciale, l’intenzione non è quella di indurvi, da domani, a salire in sella ad una bicicletta ma quella di darvi degli elementi di riflessione sui cambiamenti che avvengono nella nostra epoca per scegliere ciò che è meglio e giusto per la vostra salute e l’ambiente. E visto che l’economia entra a buon titolo dentro questo dualismo, vorrei lasciarvi alla lettura con questa frase attribuita a John Maynard Keynes, il più influente tra gli economisti del XX secolo e padre della macroeconomia: Quando i fatti cambiano, io cambio opinione. Lei cosa fa?” 

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