27 Novembre 2020

Encomio alla bicicletta

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Mi rivolgo a tutti i sedentari (compresi bambini, adolescenti e meno giovani), a tutti coloro che sono affetti da fisiopatologie sensibili all’attività fisico-motoria soprattutto nella terza e quarta età (artrosici, osteoporotici, ansiosi o depressi), alle persone affette da patologie conclamate ma sensibili all’attività fisico-motoria (diabetici, obesi, dislipidemici, ipertesi, cardiopatici ischemici, bronchitici cronici, asmatici, ecc.), a chi ricerca un nuovo ‘stile di vita’ per il proprio benessere, a chi vuole ‘ricominciare da zero’.

Salute & sport

di Nicola Iacovone

 

 

E ora pedala: destinatari del messaggio e obiettivi

A chi è rivolto: a tutti i sedentari (compresi bambini, adolescenti e meno giovani), a tutti coloro che sono affetti da fisiopatologie sensibili all’attività fisico-motoria soprattutto nella terza e quarta età (artrosici, osteoporotici, ansiosi o depressi), alle persone affette da patologie conclamate ma sensibili all’attività fisico-motoria (diabetici, obesi, dislipidemici, ipertesi, cardiopatici ischemici, bronchitici cronici, asmatici, ecc.), a chi ricerca un nuovo ‘stile di vita’ per il proprio benessere, a chi vuole ‘ricominciare da zero’.

Per tutti coloro che volessero iniziare a dedicarsi al proprio stato di salute, l’andare in bicicletta deve rappresentare un momento essenziale. È utile, ad esempio, praticarlo ogni qual volta sia possibile o si renda necessario farlo, tenendo bene in mente che i maggiori benefici salutistici si ottengono con la continuità e l’assiduità. Infatti, le continue sollecitazioni permettono al nostro organismo di adattarsi ai carichi di lavoro sempre più intensi e, quindi, di trarne giovamento fisico e mentale.

Quali obiettivi ci proponiamo: una migliore qualità della vita, un minore ricorso all’utilizzo dei farmaci, una riduzione delle ospedalizzazioni, un risparmio economico, una nuova e/o migliore conoscenza del territorio in cui viviamo, un invito al turismo sportivo, esempio di eco-sostenibilità.

Lo sport parla un linguaggio universale, applica le medesimi leggi o regolamenti e si rivolge a chiunque, di qualsiasi tradizione culturale ed etnia. Esso rappresenta, per ognuno di noi, crescita socio-educazionale di virtù e di valori e non solo di ricerca di talenti atletico-sportivi.

 La bicicletta come mobilità alternativa e sostenibile

Le attività turistiche sono sostenibili quando si sviluppano in modo tale da mantenersi vitali in un’area turistica per un tempo illimitato, non alterano l’ambiente naturale, sociale, artistico e non ostacolano o inibiscono lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche

(Organizzazione Mondiale del Turismo).

I nuovi e moderni stili di vita prevedono, come attori consapevoli, tutti i cittadini, ma possono essere attuati e sviluppati solo se il palcoscenico urbano ed extraurbano è pronto a sostenere questo nuovo modo di vivere, affinché possa giocare un ruolo necessario nell’incoraggiare i cittadini verso comportamenti attivi e quindi necessari per la salute sia sul versante fisico, sia su quello mentale.

Tutte condizioni ambientali che devono, quindi, essere opportunamente pianificate e, se necessario, modificate, tenendo presenti anche queste necessità connesse con la difesa della salute.

Far muovere con assiduità e continuità la gran parte della popolazione è un risultato che si può ottenere solo in presenza di una qualità di contesto, di organizzazione urbana e dei trasporti. È necessaria, oggi più che mai, una nuova cultura della mobilità e modifiche territoriali che vadano verso una riqualificazione del tessuto urbano ed extraurbano esistente (‘città diffusa’ o ‘dispersione urbana’).

Questo obiettivo riguarda ovviamente anche la realizzazione di percorsi casa-scuola-lavoro-luoghi di svago, della durata anche di un’ora, da percorrere quotidianamente per tutti i cittadini (attività di grande utilità per migliorare le condizioni di salute della popolazione generale).

La responsabilità per la scelta di stili di vita attivi non può essere lasciata esclusivamente ai singoli individui, ma deve diventare una responsabilità condivisa dall’intera comunità: strutture sociosanitarie, amministrazioni comunali e tutti coloro che sono coinvolti nella pianificazione urbanistica del territorio.

Gli obiettivi generali per un intervento di questo genere prevedono la riorganizzazione, il controllo e la moderazione del traffico urbano e sono: il miglioramento della fruibilità e sicurezza della strada per tutti gli utenti e in particolare per quelli  più deboli (bambini, diversamente abili e anziani); il miglioramento dell’accessibilità, la qualità e la vivibilità degli spazi pubblici, il favorire la mobilità con la bicicletta per spostamenti più o meno lunghi, riducendo l’uso dell’automobile.

Un legame che si sta perdendo con il territorio, con le sue tradizioni e la sua gente: andare in bicicletta dentro e fuori le mura cittadine è un modo nuovo per emozionarsi e stupirsi, praticando al contempo azione terapeutica e preventiva, ma anche sociale, didattica e culturale. Sono la nuova frontiera anche per il turismo sportivo: un turismo sostenibile e d’avanguardia che influenza positivamente lo ‘stile di vita’ di chi lo pratica. Essendo cambiato radicalmente il concetto di salute, inteso come benessere globale, è cambiato anche il concetto di riposo e di svago, il tutto all’impronta del dinamismo.

La cultura è conoscenza, ma richiede la volontà e l’impegno educativo da parte della famiglia, della scuola e dell’ambiente sociale in cui viviamo, tenendo ben presente che l’attività fisico-motoria o sportiva è uno strumento necessario per promuovere questo progetto cognitivo, il tutto a favore dell’uso dei pedali della bicicletta.

Inquinamento dell’aria e patologie correlate: la bicicletta come ancora di salvezza

Nell’atmosfera sono presenti centinaia di composti chimici, molti di essi provengono da fonti naturali (incendi, eruzioni vulcaniche, cicli biologici, radioattività naturale, etc.), ma la gran parte proviene dalle attività dell’uomo.

Gli effetti nocivi causati dall’inquinamento dell’aria si estrinsecano solitamente a lungo termine, ossia presentano un’evoluzione lenta con lunghi periodi di latenza, tale da rendere difficile lo studio dei fattori di rischio ad essi correlati.

Inoltre, le variabili individuali (livello di esposizione ai diversi agenti e grado di suscettibilità individuale), associate a fumo di tabacco, malsana alimentazione, clima abitativo viziato e occupazione lavorativa, possono ulteriormente incidere nella genesi di patologie, generalmente localizzate a livello degli organi respiratori e cardiovascolari con risvolti negativi sulla produttività e quindi di ordine sanitario, economico e sociale.

Purtroppo, anche il livello di esercizio fisico sostenuto è un fattore che condiziona la dose di inquinante che viene a contatto con l’apparato respiratorio (soprattutto nelle aree urbane). L’aumento della prevalenza della bronco-pneumopatia-cronica-ostruttiva (BPCO), della cardiopatia ischemica, delle malattie allergiche respiratorie, del sistema endocrino-riproduttivo, delle malattie oncologiche, nei paesi industrializzati, è legato all’aumento degli inquinanti atmosferici quali: clorofluorocarburi, metano, anidride carbonica, anidride solforosa, biossido di azoto, ozono e DEP (Particolato Esausto Diesel).

La bicicletta è la soluzione: zero inquinamento, emissioni e smog, è economica, facile da usare, fa risparmiare tempo negli spostamenti più o meno lunghi, elimina il problema del parcheggio e tutti i disagi nel prendere i mezzi pubblici e l’unica energia che si consuma non è quella prodotta da combustibili ma quella del proprio organismo.

Pedalare è inconsciamente un modo nuovo di fare sport: abbandono della competizione (a volte eccessiva ed esasperata), nel rispetto della globalità fisiologica dell’individuo.

 Benefici della bicicletta

Le attività sportive si dividono in sei gruppi (A. Dal Monte), e tale classificazione si basa sulle sorgenti energetiche utilizzate nel lavoro muscolare e sulle caratteristiche biomeccaniche proprie dei gesti delle singole discipline sportive.

Il ciclismo si colloca nelle attività prevalentemente aerobiche o di resistenza, ossia attività di tipo dinamico ad impegno cardiocircolatorio costante (come ad esempio lo sci di fondo, la marcia, la maratona, il canottaggio, ecc.): sono discipline sportive di lunga. In esse si attuano movimenti dinamici per la massima parte della prestazione, la cui intensità non è superiore alla quantità di rifornimento energetico aerobico veicolato alla muscolatura scheletrica dagli organi cardio-vascolo-polmonari. Lo sviluppo di tali organi svolge un ruolo decisivo, facendo pervenire la maggiore quantità di ossigeno per la produzione di energia contrattile. Tali discipline richiedono contrazioni muscolari isotoniche di intensità moderata e prolungata nel tempo.

Per definire in maniera semplice e completa il concetto di resistenza, essa deve essere vista come la ‘capacità di mantenere costante nel tempo una certa prestazione dopo aver fornito un consistente lavoro muscolare, tenendo lontana il più possibile qualsiasi forma di fatica’.

Affinché ciò avvenga, nell’organismo dell’atleta si devono produrre delle modificazioni (adattamenti), tali da realizzare prestazioni fisiche sempre migliori e superiori, purché lo stimolo allenante sia efficace, e quindi specifico.

È importante iniziare, e quindi creare, tali adattamenti già nei bambini e nei giovani, infatti, ‘l’attività ludico-ricreativa’ va intesa come un processo a lungo termine proiettato verso lo sviluppo e l’incremento di alcune caratteristiche psico-fisiche decisive ad ottenere alte prestazioni per ogni specifica disciplina sportiva nelle età successive.

Gli adattamenti sono modificazioni fisiologiche morfo-funzionali di uno o più organi o apparati dell’organismo, come conseguenza di uno stimolo allenante costituito dalla pratica regolare e costante di un’attività sportiva, e dipendono dall’intensità, dalla frequenza e dalla specificità del carico di lavoro utilizzato. La sospensione dell’attività sportiva comporta una regressione di tutti gli adattamenti.

La pratica regolare e costante della bicicletta costituisce un programma di esercizio fisico, dosato e controllato in quanto a qualità, quantità, modalità di esecuzione e schema di allenamento, con finalità ludico-addestrative o igienico-preventive e non competitivo-agonistiche, che risulta un mezzo preventivo e terapeutico fisiologico, efficace e a basso costo, tutto ciò sulla base di dati epidemiologici, clinici e sperimentali, accolti nei Documenti di Consenso di Società Scientifiche nazionali ed internazionali.

La bicicletta dopo il Covid-19

L’obiettivo è quello di creare un nuovo modello di mobilità, dove la bicicletta sia considerata il punto di partenza per gli spostamenti (nei tratti urbani, 1/3 di essi sono inferiori ai 2 chilometri e i 2/3 inferiori ai 10 chilometri, ossia dai 10 ai 30 minuti di pedalata).

Tutto ciò dimostra che la bicicletta è più di un mezzo di locomozione, ed è più di un semplice strumento per la pratica sportiva. Essa rappresenta, invece, una scelta di vita coscienziosa, salutistica ed ecologica e che, come tale, richiede attenzione, senso di responsabilità e programmazione di avviamento alla pratica.

È buona norma osservare inizialmente alcune regole:

  • cominciare con tratti pianeggianti e alternare progressivamente le salite e le discese;
  • allenarsi a giorni alterni, incrementando gradualmente il tempo di ogni uscita (le prime volte dedicargli 20-30 minuti);
  • mantenere il ritmo di pedalata costante durante il tempo di movimento;
  • utilizzare abbigliamento comodo ed idoneo (soprattutto il casco, i pantaloncini, le scarpe, i guanti ed il giubbetto);
  • porre attenzione alla regolazione della sella e del pedale.

Tutto ciò per evitare, come in ogni attività fisico-motoria, traumi o sovraccarichi osteo-artro-muscolari, soprattutto nelle fasi iniziali.

La mountain bike: un gemellaggio con la natura

La motivazione principale che spinge a praticare lo sport è il divertimento, che ovviamente si può ricercare in diversi modi.

Pensiamo, ad esempio, al piacere di competere sia con sé stessi che con gli altri nella disciplina sportiva della mountain bike, che consente questo avvicendamento. Confrontarsi con sé stessi, in questo caso, può anche significare l’utilizzo dell’ambiente naturale come stimolo per la sua variabilità (componente meteorologica), la sua asprezza o per la sua difficoltà tecnica.

Senza pensare alle situazioni estreme che la natura può offrirci, possiamo ricercare in questa attività motoria il piacere dell’esplorare, del viaggiare o della socializzazione.

Viaggiare per raggiungere i luoghi della competizione, la facilità di costruire relazioni nuove, aspetti conviviali del vivere insieme la natura, l’istintiva cooperazione che le persone hanno quando si trovano in contatto con l’immensità della natura (alta montagna, colline oppure lidi marini), tutto questo può essere offerto dagli sport all’aria aperta e in particolare con la pratica della mountain bike.

Altre motivazioni, quali la ricerca di affiliazione, la socializzazione, lo sviluppo di abilità, la competenza sportiva ed il giocare, sono presenti nella attività motoria in ambiente naturale.

L’esercizio fisico, soprattutto se praticato all’aria aperta, porta ad un aumento della percezione di benessere psicologico, e quindi ad un miglioramento del tono dell’umore, purché sia divertente, aerobico e non eccessivamente competitivo. Inoltre, deve essere temporalmente e spazialmente certo, includere movimenti ritmici e ripetitivi ed essere di media intensità (caratteristiche tipiche della bicicletta).

Inoltre, molti studi hanno accertato il miglioramento nell’abilità percepita di saper far fronte allo stress e di controllarne le emozioni conseguenti, nei soggetti che praticano programmi di allenamento sportivo continuativo. L’agente stressante non viene eliminato né modificato, ma viene regolata la percezione dell’emozioni o viene indotto uno stato di rilassamento attraverso la riduzione della tensione muscolare o come forma di distrazione.

Lo sport permette anche di rafforzare e stabilizzare nel tempo il concetto di ‘autoefficacia’ e di ‘autostima’, ambedue determinanti nella scelta dell’attività da svolgere e dello sforzo profuso nel compimento di esso, nonché indicatore di benessere e di adattamento come componente fondamentale della qualità della vita connessa alla salute.

Nel silenzio della natura è possibile percepire con chiarezza le proprie energie, i propri limiti e soprattutto i cambiamenti che avvengono nel nostro corpo mentre ci muoviamo: l’aumento del battito cardiaco, degli atti respiratori e della sudorazione che si trasformano in piacevoli variazioni che aumentano il senso di benessere psico-fisico: W la bicicletta!

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