Mahler, la montagna e la musicoterapia

Mahler, la montagna e la musicoterapia

di Cosimo Cannalire

Difficile pensare alle sensazioni che possono scaturire dall’opera di Mahler in un contesto di esegesi musicale data la commistione tra musica alta e bassa che permea le sue opere.

Di certo la musica di Mahler nasce popolare (contaminazione di canti bucolici tedeschi fin dalla prima sinfonia), ma riesce a decollare fino a catarsi religiose (la fine della nona sinfonia) e questo excursus descrive un percorso terapico per chiunque sia esposto alla stessa.

L’amore per la montagna del compositore aggiunge valore a quanto sopra descritto, date le caratteristiche tipiche del wanderer e del suo incontro con la sacralità dell’ambiente montano.

Mahler infatti si invaghisce di Dobbiaco, un medley mitteleuropeo con la fascinazione delle Dolomiti, montagne che (Buzzati dixit) danno sicurezza perché sono sempre lì uguali a se stesse e fungono da specchi di chi le guarda (non sono loro che cambiano, ma tu che sei diverso…).

È la sacralità montana un classico dell’arte (basti pensare al binomio Segantini-Engadina ed al suo Trittico delle Alpi, una delle più valide ragioni per visitare Sankt Moritz).

Mahler elabora gran parte dei suoi capolavori a Dobbiaco, sotto l’effetto catartico dell’ambiente che lo circonda e questo effetto si trasmette all’ascoltatore.

All’inizio la fascinazione di Mahler era poco evidente (fu Bernstein a sdoganarlo al largo pubblico con interpretazioni empatiche anche se poco strutturate – Mahler viaggia su livelli musicali diversi a seconda della sensibilità dell’ascoltatore e soprattutto dell’esecutore).

Oggi possiamo sbizzarrirci e cercare nella musica dell’autore quel che più ci aggrada.

Si pensi alla prima sinfonia di Mahler, un sipario strappato di quel che lo precede nella storia della musica.

Abbiamo versioni come quella di Kubelik (fortemente intrisa di musica popolare date le radici boeme del direttore), all’entomologia musicale di Fischer (dettagli lenticolari dell’orchestra e dei suoi contributi solistici) fino alla seconda scuola di Vienna di Abbado (musica asciugata e filtrata da uno spirito cameristico estremo) per condurci comunque ad un’esperienza che è in primis un viaggio dentro noi stessi.

In tal senso l’integrale della sinfonia dell’autore (inclusa l’incompiuta decima) permette di viaggiare a quote spirituali ed intellettuali difficili da raggiungere con altri compositori.

Un’evidenza tattile di questo è l’integrale delle sinfonie dell’autore nel ciclo che Abbado sviluppò negli anni nell’ambito del festival di Lucerna con l’orchestra dell’evento (un’orchestra che non esisteva dato che riuniva i migliori solisti delle migliori orchestre europee per l’occasione, scelti dal direttore con l’ottica cameristica di cui sopra).

Abbado (come noto affetto da grave malattia che ne causò il forzato allontanamento dal podio dei Berliner) attraversa negli anni il ciclo mahleriano come una catarsi personale.

Il climax del suo percorso è la nona sinfonia (disponibile solo in DVD, ma proprio per questo – si vede l’empatia del direttore – multisensoriale) eseguita come un incontro verso la morte, ma allo stesso tempo verso un mondo diverso e migliore.

Non ci sono altri casi nella musica classica (a parte forse l’ultimo concerto di Lipatti a Becancon dove, sotto effetto di cortisonici per permettergli di resistere al dolore, il pianista travalica la sensazione corporale per adire al puro spirito e lascia interpretazioni – Bach e Mozart su tutti – che denotano un senso dell’oltre mai sentito prima) in cui l’esecutore (in questo caso il direttore) vive il pezzo come esperienza in primis personale. Il pubblico alla fine non solo applaude, ma molti piangono per transfer. È l’effetto Mahler…

La musica è per l’anima

quello che la ginnastica è per il corpo


Platone

Potrebbe interessarti

  •  |  | 

    Il Sacro Speco di San Benedetto

    San Benedetto da Norcia (fine secolo V – inizi del VI) lasciò un’impronta indelebile nella Valle dell’Aniene, in particolare a Subiaco, nobilitandola spiritualmente e segnandola a tal punto da rendere inscindibile il binomio San Benedetto – Sacro Speco del Monte Taleo.
    Il Monastero, incassato nella roccia a strapiombo sulla valle sottostante, è composto da due chiese sovrapposte e da cappelle e grotte, interamente affrescate in epoche diverse, si è sviluppato lungo il fianco del Monte Taleo, a partire dalle due grotte abitate da Benedetto.

  •  |  | 

    Aiutaci con il tuo contributo

    Abbiamo iniziato con l’entusiasmo di chi va incontro ad un amico che ti propone l’avventura che hai sempre sognato. Quand’è così non si fanno troppi conti, si va e basta! Perché il valore del progetto “Spels Academy”, sta nel leggere insieme. L’avete mai fatto? E’ una bellissima esperienza per  conoscere persone, idee e fatti da una prospettiva nuova, quella di chi ascolta qualcuno che vuole leggerti parole e frasi che hanno operato in lui un cambiamento.

  •  | 

    Il dott. Carlo De Luca

    La missiva del padre della psicoanalisi ben descrive la complessa e profonda personalità del destinatario, l’austriaco Arthur Schnitzler, la cui notevole opera tenderà sempre all’osservazione lucida dei costumi sociali e delle più intime movenze psicologiche del suo tempo. Profondo conoscitore dell’animo umano, studioso dell’ipnosi, il medico-scrittore viennese incontrò in molti punti il pensiero di Freud di cui era stato tra i primi a leggere la sua Interpretazione dei sogni.

  •  |  | 

    Il nostro amico Carlo

    In questo numero di SPELS Academy torniamo alle prime pagine della pandemia con due articoli inediti, quelli di Gloria Taliani e di Carlo De Luca.
    Li scrissero lo scorso anno proprio quando iniziò la guerra alla malattia da virus SARS-CoV-2, il primo è un bellissimo racconto di una donna, medico e professore ordinario di malattia infettive, che affronta per consapevole scelta una coraggiosa prova che la vita gli ha inaspettatamente proposto: partire tra i primi volontari della Protezione Civile per combattere in prima linea la lotta al Coronavirus negli ospedali maggiormente sotto pressione.

  •  |  | 

    Papa Giovanni IX

    Dopo la fine dell’Impero Romano d’Occidente (476) e le invasioni barbariche, Roma rimase capitale ‘morale’ grazie alla presenza del Papa e all’espansione della fede cattolica. Bisanzio, capitale dell’Impero d’Oriente, troppo lontana dai territori dell’Occidente, non intervenne in difesa di Roma durante le invasioni, preferendo mantenere il ben più ricco e più facilmente difendibile mercato d’Oriente e la supremazia ‘morale’ sui conquistatori avvicendatisi in Europa; ma alla metà dell’ottavo secolo Pipino, Re dei Franchi e capostipite della dinastia Carolingia, chiese a Papa Stefano II – ed il Pontefice concesse – l’unzione papale come riconoscimento della legittimità della sua autorità.

  •  | 

    Medici: finiranno come il Dodo?

    Il numero dei medici è diminuito e tende drasticamente a diminuire, fino al rischio reale che alcune specialità come anestesia, pediatria, ortopedia possano scomparire, ammesso che ci siano borse di specializzazione sufficienti per garantire a tutti i giovani laureati di proseguire gli studi. Molti giovani medici si guardano bene dallo scegliere specializzazioni chirurgiche a causa delle minacce di denuncia indiscriminata che gravano su queste professioni.