24 Gennaio 2021

I tiburtini e l’incoronazione della Madonna delle Grazie

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La concessione Vaticana è ottenuta, il tanto desiderato atto di omaggio e devozione è fattibile, iniziano i preparativi. Siamo nel Gennaio del 1851; il Canonico decano della Basilica Vaticana, Monsignor Francesco de Pichi, già Vesovo di Tivoli per tredici anni, ha accolto le parole e preghiere del popolo tiburtino a lui presentate; si realizza il desiderio nato all’indomani del 8 giugno 1755 quando furono coronate le immagini sacre di Maria e Gesù Bambino venerate nella chiesa di Quintiliolo...

Vecchie storie

di Mauro Rosa

“…Un grido universale di gioia risonò nel labbro dei Tiburtini all’annunzio…che concedeva la coronazione della sagra immagine di S. Maria Maggiore…”(4)

La concessione Vaticana è ottenuta, il tanto desiderato atto di omaggio e devozione è fattibile, iniziano i preparativi. Siamo nel Gennaio del 1851; il Canonico decano della Basilica Vaticana, Monsignor Francesco de Pichi, già Vesovo di Tivoli per tredici anni, ha accolto le parole e preghiere del popolo tiburtino a lui presentate; si realizza il desiderio nato all’indomani del 8 giugno 1755 quando furono coronate le immagini sacre di Maria e Gesù Bambino venerate nella chiesa di Quintiliolo…

La Sagra immagine, tramanda la tradizione, è stata dipinta dall’evangelista San Luca e donata al popolo Tiburtino da Papa Simplicio; agli albori del IV° secolo, San Benedetto, dal ritiro dello Speco di Subiaco, benedice il formarsi di comunità di sacerdoti deputate alla cura dei fedeli secondo la sua Regola; per farlo numerosi conventi sorgono sul territorio, anche in Tivoli; e in Tivoli la maggiore per dimensioni e importanza nasce nella chiesa di Santa Maria Maggiore, eretta sui ruderi della villa di Gaio Sallustio Crispo dalle comunità protocristiane e anch’essa donata ai Tiburtini da Papa Simplicio (4,6).

Tra Fede e mito, Storia e leggenda (5,8,9) anche San Francesco nel 1223 onorò Tivoli della sua presenza e parola; qui operò due miracoli (9,11) liberando dalle catene l’eretico Pietro da Alise (evento dipinto tuttora visibile nella Basilica Superiore di Assisi) e donando la grazia di una maternità con figlio maschio alla moglie di un Giudice; i frati minori Francescani, per istanza di Papa Gregorio IX nel 1241 e volere di Papa Alessandro IV° nel 1256, sostituirono i Benedettini nella conduzione di Santa Maria Maggiore; nel XIII° secolo commissionarono al confratello Jacopo Torriti il rinnovo del quadro (foto1) ligneo a somiglianza dell’immagine della Madonna dell’Aracoeli (7).

Nel 1551 il Cardinale Ippolito I° d’Este edificando la sua villa dalle mura dell’annesso convento, avviò profondi lavori di ristrutturazione della chiesa sopratutto del coro e del presbiterio, trovando poi degna sepoltura all’interno della stessa. L’immagine custodita dai Francescani continuò ad essere oggetto di culto e venerazione, di suppliche e preghiere come nel 1733 e 1810 quando Tivoli, colpita da un terremoto e dal conseguente sciame sismico, o nel 1826, per la rovinosa piena dell’Aniene, vide l’effige portata in processione per le vie della città.

Siamo dunque agli inizi del 1851; ricevuto il consenso Vaticano Monsignor Carlo Gigli, vescovo di Tivoli, assecondando i desideri dei membri dell’Università de’ Muratori, custodi della sacra immagine, nomina una commissione di quattro membri deputati ad organizzare una degna celebrazione dell’evento; c’è bisogno di fondi e la raccolta ha inizio proprio con i 200 scudi del Priore dell’Università Bonfiglietti e degli 87 scudi dei membri dell’Università. Il 16 aprile con una lettera indirizzata al municipio, ai cittadini agiati, al clero secolare e regolare, alle confraternite cittadine, la raccolta si fa pubblica; si avvarrà del contributo di tanti, anche i più umili, anche i forestieri, per un totale finale di 2.446 scudi d’argento. Per inciso il controvalore dello scudo dell’epoca (1) è di odierni 65/70 euro: si raccoglie dunque la non indifferente somma di circa 160/170.000 euro davvero ragguardevole, considerato che il territorio non vive di rendite particolari ma del duro lavoro quotidiano. A giusto titolo il retro di una delle due medaglie coniate (vedi foto2) riporta l’epigrafe “de pecun collat tibvrtes”.(4)

L’organizzazione prese settimane di lavoro; si scelsero e realizzarono gli addobbi della chiesa e della città, si predisposero cinque giorni di feste popolari incluse le tombole, lo sparo di mortaretti e fuochi d’artificio, canti, balli, tridui, litanie e sopratutto la solenne processione. Il Superiore dei Francescani del Convento Padre Luigi Bartocci commissionò e supervisionò la creazione di un’immagine in rame dalla quale si ottennero 2500 copie in carta distribuite ai cittadini nei giorni dei festeggiamenti; da altra lastra in rame voluta dai quattro deputati si ottennero 3313 copie in carta e 63 in seta fregiata da un bordo dorato; gli stessi deputati incaricarono Bonfiglio Zaccagnini, (3) estroverso incisore vaticanista, di preparare i conii di due medaglie devozionali: entrambe con unico lato recto rappresentante San Francesco orante in ginocchio davanti alla Madonna delle Grazie in atto benedicente (foto3) e due lati versi, uno con dedica su nove righe sovrastante due rami di rosa decussati, l’altra (10) con le immagini di San Gregorio e San Simplicio(2). Una delle medaglie, unica in oro, fu donata a Papa Pio IX°, 66 in argento alle personalità che a vario titolo avevano contribuito alla realizzazione dell’evento, 1000 in bronzo e 1027 in oricalco ai fedeli che “…contribuirono in parte alla solennità della coronazione della sagra immagine…”(4)

E la festa ebbe inizio(4). La sera del 14 agosto la solenne processione si concluse con l’incontro tra il Salvatore e la Vergine sul piazzale di San Francesco tra ali di folla convenuta dalla città tutta, da quelle vicine, dai forestieri; la mattina del 15 il suono delle campane e lo sparo dei mortaretti annunciò la messa solenne; il 16 si ripeterono le funzioni sacre, si tenne una tombola pomeridiana con premio da 110 scudi e fuochi d’artificio serali; ed il 17 l’apoteosi: il Cardinal Mattei, arciprete del capitolo vaticano, dette disposizione di lettura della Bolla di incoronazione:

…Mario per misericordia divina vescovo Tvscvlano di santa romana chiesa cardinale Mattei…essendo stata riconosciuta e comprovata…l’antichità del culto, la moltitudine dei prodigi…la frequenza dei Tiburtini…assai di buon grado ha decretato l’aurea corona…a questa Immagine della Vergine delle Grazie”;

nel pomeriggio l’immagine fu portata in processione per le vie della città: Un triduo di ringraziamenti concluse il 20 agosto i solenni festeggiamenti.

Testo, medaglie, foto di Mauro Rosa

Bibliografia essenziale:

1)Forum Italiano della Commissione per gli Ordini Cavallereschi “I nostri avi”, agosto 2013

2)Lamoneta.it: Medaglie italiane 1851

3)Lamoneta.it: Ginocchi R.:”Brevi biografie degli incisori vaticani”

4)Melchiorri S.:”Memorie storiche del culto e venerazione dell’immagine di Maria Santissima”, Roma, 1864

5)Mosti R.:”Storia e monumenti di Tivoli”, pg113-4, Tivoli 1968

6)Pacifici V.:”Per il restauro di Santa Maria Maggiore” AMST XVIII-XIX, pg126-34, 1938-9

7)Pacifici V.:”L’inchinata di Tivoli” BSSAT 41, anno XI, pg.1423-39, 1929

8)Pecchi F.:”San Francesco a Tivoli. Testimonianze e leggende” Archeotibur ottobre 2017

9)Petrocchi G.:”Tivoli e San Francesco” Atti e memorie STSA, vol.VII, pg34-51, 1927

10)Rosa M.:”Pap Simplicio” Spels Academy, 2, 12, pg46-8, 2019

11)Viola S.:”Storia di Tivoli” tomo II, libro XI, pg.175, 1819

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