21 Settembre 2021

Der Doctor Schnabel von Rom – Il Dottor Schnabel di Roma

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Tra il 1347 e il 1351, la ‘Grande Peste’ o ‘Peste Nera’ causò in Europa tra i 75 ed i 200 milioni di morti. Contrariamente al pensiero popolare, i medici dell’epoca non indossavano il completo raffigurato nella stampa del 1656, nota come Dottor Schnabel, ‘Dottor Becco’. Infatti, gli abiti hazmat ebbero un’origine più tarda. Probabilmente fu nel 1619 che un medico di Luigi XIII – Charles de Lorme – ideò questo completo di protezione e la tipica maschera con becco.

Commenti in cornice

di Efram L. Burk

 

Der Doctor Schnabel von Rom – Il Dottor Schnabel di Roma

Paul Fürst – incisione su rame, 1656 circa

30,1 x 21,6 cm, collezione di stampe e disegni, British Museum, Londra

 

Tra il 1347 e il 1351, la ‘Grande Peste’ o ‘Peste Nera’ causò in Europa tra i 75 ed i 200 milioni di morti. Contrariamente al pensiero popolare, i medici dell’epoca non indossavano il completo raffigurato nella stampa del 1656, nota come Dottor Schnabel, ‘Dottor Becco’. Infatti, gli abiti hazmat ebbero un’origine più tarda. Probabilmente fu nel 1619 che un medico di Luigi XIIICharles de Lorme – ideò questo completo di protezione e la tipica maschera con becco. La funzione della maschera era di proteggere il medico dall’aria putrida che, secondo la teoria miasmatica, era ritenuta la causa della malattia. La forma a becco ricurvo e la sua lunghezza, erano finalizzate a dare all’aria il tempo sufficiente per essere filtrata da erbe protettive prima di arrivare alle narici e ai polmoni. Sostanze aromatiche come bacche di ginepro, rose, foglie di menta, chiodi di garofano e mirra o anche la paglia, venivano inseriti in queste maschere dotate di aperture per gli occhi. Il completo protettivo era composto da un cappotto di pelle, calzoni, stivali, guanti, cappello a tesa larga, tutti cerati e resistenti all’acqua oltre ad un bastone con una minacciosa clessidra alata.

Nei periodi di epidemia, questa attività era delegata a volontari o a giovani medici in cerca di esperienza e di guadagno. Esisteva infatti una sorta di contratto tra gli amministratori della città e questa particolare categoria assunta in tempi di epidemie, e la cui responsabilità contrattuale prevedeva sia di trattare i pazienti – in particolare i poveri – sia di astenersi dal trattamento di altri pazienti, per limitare il contagio. Questi contratti sono tuttora presenti in molti archivi di città europee. Il trattamento medico ‘empirico’ dell’epoca consisteva nell’eseguire salassi, drenare ferite o posizionare sui bubboni sanguisughe o rane per riequilibrare gli umori. Dal 1300, i medici della peste vennero considerati soprattutto dei funzionari pubblici, con il compito di contare il numero dei contaminati e dei morti e di essere testimoni delle ultime volontà dei malati. Uno dei più famosi dottori della peste fu Nostradamus che, contrariamente alla tradizione dei suoi tempi, raccomandò ai malati di prendere aria fresca, bere acqua pulita ed una preparazione di succo di rosa canina, e sconsigliò i salassi. Nella rappresentazione del Dottor Schnabel, si evince quanto fosse temuta la visione del medico della peste, come si osserva dai bambini in fuga, sullo sfondo in basso a sinistra. Questo particolare ed iconico ensemble è stato poi associato ai costumi indossati durante il Carnevale di Venezia ed al famoso personaggio della commedia dell’arte.

 

Se fosse stato un terremoto!

Una buona scossa e non se ne parla più …

Si contano i morti, i vivi, e il gioco è fatto.

Ma questa porcheria di peste!

Anche coloro che non l’hanno la portano nel cuore.

 

Albert Camus

Gli storici preferiscono seppellire, più che celebrare;
in ogni evento essi trovano più facile eseguire autopsie
che resoconti su quanto sta avvenendo.


Neil Postman

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