22 Settembre 2021

Violenza e medicina

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Amerigo non stava in piedi. Sua moglie Flora mi aveva chiamato al telefono informandomi del problema, ma senza sapermi spiegare di più. D’altronde anche lei, come suo marito, si avvicinava oramai ai novanta e, pur essendo entrambi ancora relativamente autosufficienti, alcuni colpi cominciavano inevitabilmente a perderli.

Dottor aneddoto

di Emilio Merletti

Lorenz Heister, 1683-1758. German surgeon, J.G. Wolfgang

In quel tempo i DRG non esistevano.

E gli uomini non avevano ancora alcuna idea di ciò che questi sarebbero stati.

Per tale motivo osai consigliare a Giuseppe, che dopo l’ennesima riacutizzazione della sua BPCO aveva ancora un po’ di tosse, si sentiva debole ed era senza fissa dimora: «Ora parliamo col primario, e gli chiediamo se può tenerti in ospedale qualche altro giorno…»

Ma Giuseppe mi zittì all’istante! Mi strinse forte un braccio, si guardò intorno allarmato, come per paura che qualcuno avesse ascoltato le mie parole, e poi se ne uscì con questa frase allucinante sussurrata all’orecchio:

«No, dottore, per carità! Per questo motivo il primario, l’altra settimana, ne ha ammazzati due!»

Giuseppe era un uomo che definire ‘senza istruzione’ sarebbe riduttivo, e la sua dabbenaggine, unita ad una personalità paranoide e ad una completa sordità, creava la miscela esplosiva che aveva generato la sua opinione nei confronti del primario del reparto in cui era ricoverato.

«Lunedì il vicino di letto ha chiesto di rimanere ricoverato, ha insistito e insistito. Allora al Professore è bastato lanciare uno sguardo agli infermieri. Questi hanno preso quel poveretto e lo hanno portato via».

«Dottore mio, dopo due ore lo hanno riportato a letto… con la gola tagliata! Io ho guardato il Professore a bocca aperta, ma lui ha steso un braccio davanti a sé e mi ha detto: “Sta bene così! Così impara!”»

«L’altro ieri un altro ammalato ha protestato nello stesso modo. Il primario non gli ha neanche risposto. Si è avvicinato all’infermiere, hanno ragionato tra loro per un po’… e durante la notte sono venuti con due bottiglie di acqua sporca e con l’ago gliela hanno mandata nel sangue. La mattina dopo quel disgraziato era morto!»

Quello di Giuseppe era chiaramente un delirio, che interpretava come delittuosi una probabile tracheotomia ed una terapia infusionale, ma si intrecciava bene con il giudizio che comunemente il popolino aveva fino ad allora avuto nei confronti dei ‘Depositari della Scienza’: un giudizio che li assimilava in qualche modo agli dei dell’Olimpo. Il concetto ‘pagano’ di deità prevedeva infatti che si avesse a che fare con personaggi capricciosi, a volte benevoli, a volte crudeli e, in quell’ottica, il delirio di Giuseppe poteva considerarsi un delirio ‘lucido’.

E difatti era in linea con ciò che mi disse un altro paziente, una volta che ad un periodo di eccezionale siccità era subentrata un’alluvione devastante: «Per forza dottore: tutti i giorni preghiere per far piovere, e Sante Messe per chiedere la grazia! Alla fine Cristo si è rotto le scatole (ma lui non disse ‘le scatole’…) e ha pensato: “Volete la pioggia? Davvero volete la pioggia? Va bene. Allora ecco la pioggia: affogate!”»

Con buona pace del concetto di Amore Divino e Carità Cristiana.

Certo, mi dico, assimilare un medico a Giove Pluvio era davvero troppo.

Ora invece i medici vengono malmenati dai loro pazienti ad ogni pié sospinto.

Se si trovasse una giusta via di mezzo…

 

Curare il corpo è facile;
curare lo spirito difficilissimo
.


proverbio cinese

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