25 Gennaio 2021

Qualcosa che non si era notato

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Un intricato gioco di viuzze disorienta anche chi è passato in questi vicoli tante volte ma che troverà sempre qualcosa che non aveva notato prima; la bellezza di un capitello incastonato nel muro, un arco, un affresco. In questi quartieri l’occhio si perde, attratto e sopreso da una moltitudine di dettagli.

Territorio da scoprire

di Roberto Giagnoli

 

 

Un intricato gioco di viuzze disorienta anche chi è passato in questi vicoli tante volte ma che troverà sempre qualcosa che non aveva notato prima; la bellezza di un capitello incastonato nel muro, un arco, un affresco.
In questi quartieri l’occhio si perde, attratto e sopreso da una moltitudine di dettagli.
Un invito a percorrere le strade tracciate dal tempo, i simboli lasciati da chi ha vissuto altre epoche, le cui mani hanno ricamato un muro con i mattoni, forgiato il ferro, dipinto un affresco, composto un
mosaico, raccontando una storia.
La fantasia può farci immaginare scene di vita di epoche remote, in queste strade sono passati Augusto e la sua corte, Catullo e Orazio, Federico da Montefeltro con Papa Pio IV, e le case, allora variopinte
e affrescate, si adornavano di arazzi appesi alle finestre, in onore dei cortei di passaggio.
Nei sotterranei e nelle cantine di queste abitazioni si celano i resti delle ville romane.
Nelle pareti dei palazzi si intravvedono gli archi monumentali e le colonne dell’antico Foro Romano.
Lo scatto fotografico ferma per un attimo l’emozione della scoperta, che non manca mai, quando si passeggia nei meandri della Tivoli vecchia.

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