Le linee guida in campo medico
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Le linee guida in campo medico

LegalMente

di Alessandro Mattoni

Le linee guida e le buone pratiche assistenziali costituiscono, per legge, i parametri su cui misurare la condotta del medico in ambito di responsabilità penale, in caso di morte o lesioni del paziente. Sulle linee guida molto si è detto e scritto alla luce della rilevanza loro conferita, dapprima in ambito pretorio, successivamente nella stessa legge. Gli aspetti problematici ineriscono principalmente al tema della conoscibilità delle linee guida, profilo questo che presuppone risolta l’antecedente questione dei soggetti istituzionalmente deputati ad elaborare le linee guida e a farne oggetto di fonti di cognizione. Ci si chiede perciò quali siano le forme di pubblicità per accedere alla conoscenza diretta ed immediata delle linee guida ma, soprattutto, quali caratteristiche debbano possedere i soggetti abilitati alla loro elaborazione. È infatti evidente come con l’espressione linee guida si alluda alla più accreditata ed aggiornata opinione scientifica su un determinato ambito del sapere medico, a cui ciascun operatore deve poter accedere, stante l’efficacia scriminante che, come già visto, la legge attribuisce al suo rispetto. Il profilo più delicato resta quello afferente alla individuazione, come appena detto, dei soggetti abilitati ad elaborare le linee guida che, in linea di prima battuta, viene naturale configurare in termini di organismi qualificati sul piano scientifico, immuni da condizionamenti sul piano operativo. Questo significa che deve trattarsi di istituzioni caratterizzate da pubblicità, innervate di terzietà e di sapere scientifico, da cui solo può trarsi la garanzia sulla correttezza del loro conseguente operato. Non è invero opinabile che tali istituzioni debbano, per un verso, garantire l’alto livello scientifico assicurato dalla presenza al loro interno di scienziati e specialisti di settore, la cui valorizzazione provenga dall’inserimento dei suddetti in contesti scientifici riconosciuti ed accreditati; dall’altro, con pari importanza rispetto al precedente, garantire la neutralità della loro condotta, in quanto unicamente ispirata al miglioramento del servizio sanitario, verso cui l’elaborazione delle linee guida è finalizzata. Ciò implica che di tali organismi non potrebbero far parte gli esponenti, seppur qualificati, di centri di ricerca orientati verso la promozione o valorizzazione di metodi di cura, in forza di preordinate scelte imprenditoriali, facenti capo ad esempio ad industrie farmaceutiche o ad altre entità parimenti operanti in campo sanitario. Questo per dire che le linee guida si definiscono in termini di valutazione ponderata fra le talora divergenti opzioni terapeutiche disponibili sul campo e che la loro elaborazione deve essere immune da condizionamenti di tipo speculativo, dovendo unicamente corrispondere alla finalità di rendere maggiormente fluido e corretto lo svolgimento del servizio sanitario.

È sempre il momento giusto
per fare quello che è giusto.”

Martin Luther King

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