24 Gennaio 2021

La natura ci da una mano: le piante adattogene

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In natura ci sono piante che crescono spontaneamente in ambienti inospitali, ad esempio deserti, montagne, aree brulle. Sono organismi molto resilienti che hanno una spiccata capacità di adattamento a condizioni estreme: sono le piante adattogene. Dalle piante adattogene si estraggono dei rimedi che hanno la capacità di aiutare l’organismo a rispondere allo stress eccessivo, sia fisico che mentale, riducendone l’intensità e l’impatto negativo e ripristinando e normalizzando le funzioni fisiologiche.

Omeopatia

di Giovanna Rizzitiello

In natura ci sono piante che crescono spontaneamente in ambienti inospitali, ad esempio deserti, montagne, aree brulle. Sono organismi molto resilienti che hanno una spiccata capacità di adattamento a condizioni estreme: sono le piante adattogene.

Dalle piante adattogene si estraggono dei rimedi che hanno la capacità di aiutare l’organismo a rispondere allo stress eccessivo, sia fisico che mentale, riducendone l’intensità e l’impatto negativo e ripristinando e normalizzando le funzioni fisiologiche. Tali rimedi riescono a sviluppare uno stato di aumentata resistenza verso agenti nocivi fisici, chimici o biologici rendendo l’organismo capace di adattarsi a situazioni debilitanti prevenendo possibili danni.

Nel 1947 Nikolai V. Lazarev definì ‘adattogeno’ una sostanza farmacologica in grado di indurre in un corpo uno stato di maggior resistenza non specifica per controbilanciare i segnali di stress ed adattarsi ad uno sforzo eccezionale.

Tali sostanze agiscono a livello metabolico e cellulare provocando l’omeostasi ed uno stato di benessere riducendo l’iporeattività e l’iperreattività del sistema nervoso, cardiovascolare ed immunitario. La loro azione principale si esplica aumentando la prodizione di energia a livello cellulare, ovvero la produzione di ATP per combattere lo stress ossidativo e dunque i danni provocati dai radicali liberi.

Gli adattogeni non provocano nessun disturbo o disordine a carico delle funzioni fisiologiche dell’organismo ma tendono al ripristino delle funzioni normali. Per questo motivo sono privi di effetti collaterali. Non avendo un bersaglio privilegiato, la loro funzione si potrebbe definire ‘pancellulare’.

Gli adattogeni contrastano gli effetti dello stress, combattono la stanchezza cronica, incrementano forza, resistenza e performance sportive, rinforzano il sistema immunitario, proteggono l’organismo dalle malattie, alleviano i sintomi della depressione, stabilizzano l’umore, aumentano la concentrazione mentale, ristabiliscono il corretto equilibrio dei processi metabolici, combattono l’insonnia, stabilizzano la libido, supportano l’equilibrio ormonale, rallentano l’invecchiamento e migliorano l’aspetto della pelle.

Stimolano il sistema che regola la capacità di risposta agli stress, ovvero le strutture centro-frontali del cervello, ipotalamo, ipofisi e ghiandole surrenali. Con ogni probabilità stimolano il sistema neuroendocrino attraverso varie vie metaboliche. Agiscono sulle ghiandole endocrine come ipofisi, paratiroide, surreni, pancreas, ovaie, testicoli, sistema immunitario e vie neurologiche.

BOSWELLIA SERRATA – è una pianta arborea decidua, originaria dell’India, del Nord Africa e del Medio Oriente, dalla cui corteccia si ricava una gommoresina fresca e trasparente, dall’odore aromatico.

La gommoresina rappresenta la parte medicinale della pianta, contiene un olio essenziale i cui componenti sono α-tujene, p-cimene ed acidi triterpenici pentaciclici denominati acidi boswellici. Gli acidi boswellici inibiscono alcuni enzimi come la 5-lipossigenasi, l’elastasi leucocitaria umana, la β-glicuronidasi, la β-N-acetilglucosaminidasi, la catepsina G, tutti enzimi coinvolti in processi infiammatori cronici, reazioni infiammatorie ed allergeniche. Inibisce la sintesi dei leucotrieni, importanti mediatori nell’infiammazione ed edema ed in altre malattie croniche come colite ulcerosa ed asma bronchiale. Di conseguenza, le indicazioni cliniche sono per patologie infiammatorie e croniche, flogosi associata a edema, asma bronchiale e rinosinusite allergica.

RIBES NIGRUM – è una pianta del sottobosco adattogena, arbusto alto fino a due metri, i suoi principi attivi si estraggono dalle foglie essiccate e dai semi ed hanno proprietà antinfiammatorie (cortison-like).

Contiene flavonoidi come la rutina, e glicosidi che agiscono stimolando le ghiandole del surrene nella produzione di cortisolo e di steroidi surrenali. Eliminano così le infiammazioni, interferiscono con il sistema immunitario riducendo i sintomi delle allergie. Indicato per le sinusiti, rinosinusiti acute e croniche. Avendo, inoltre, un rapporto sodio/potassio 128:1 e 242:1 nelle foglie e nel suo decotto, svolge azione diuretica.

THYMUS VULGARIS – si tratta di un piccolo arbusto, alto fino a 30 centimetri, che cresce ei luoghi aridi e soleggiati, tra le rocce, sia in ambienti marini sia in ambienti montani.

Nel suo olio essenziale sono contenuti fenoli (timolo e carvacolo), glicosidi di monoterpenoidi fenolici, flavonoidi (timosina, cirsilineolo, eriodictiolo), saponine; acido caffeico, rosmarinico, ursolico ed oleanolico. Possiede per questo proprietà espettoranti, antitussive, spasmolitiche perché interferisce con i canali del calcio e proprietà antinfiammatorie, analgesiche, antipiretiche dovute ad attività antielmintica, antifungina ed antibatterica.

PLANTAGO LANCEOLATA – è una pianta erbacea perenne, comune nel nostro paese. Usata in Europa sin dai tempi dei Greci e dei Romani: si trovano documenti relativi al suo uso negli scritti di Plinio il Vecchio (ca 23 – 79 d. C.).

La droga è contenuta nelle foglie, i suoi componenti caratteristici sono polisaccaridi mucillaginosi, glicosidi iridoidi, Feniletanoidi, tannini e pectine. Le mucillagini, i tannini e le pectine sono responsabili dell’azione sedativa della tosse, già riferita dalla tradizione.

Le proprietà della piantaggine sono, quindi antinfiammatorie ed antibatteriche, spasmolitiche, antitussigene, immunostimolanti, epatoprotettive.

MELISSA OFFICINALIS – è una pianta erbacea perenne, originaria dell’area mediterranea, adattogena.

I suoi principali componenti di interesse terapeutico sono olio essenziale contenente aldeidi monoterpenoidiche, flavonoidi, glicosidi monoterpenici, fenilpropanoidi (acidi caffeico, clorogenico, rosmarinici), sesquiterpeni e triterpeni. Possiede attività antinfiammatoria, antiossidante, antimicrobica soprattutto contro batteri, funghi e lieviti, antivirale. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, studi clinici hanno dimostrato attività anti-HIV -1 ed anti Herpes Simplex.

Inoltre, uno studio in doppio cieco effettuato da Ballard et al. nel 2002 su 72 pazienti con demenza senile e con un’età media di 78,5 anni e con uno stato di agitazione significativo, ha dimostrato come la melissa, somministrata quotidianamente, migliori significativamente il quadro clinico. Effetti benefici si hanno anche nel trattamento dell’Alzheimer di grado lieve e moderato. Importante è la sua azione sedativa sui disturbi nervosi e del sonno, stati di tensione, irrequietezza, irritabilità. Viene utilizzata come sintomatico nei disturbi digestivi e nell’emicrania.

ELICRISO (Helichrysum italicum) – è una pianta arbustiva, appartenente alla famiglia delle Compositae, originaria dell’Europa meridionale e tipica della macchia mediterranea; cresce in luoghi incolti, sassosi, assolati ed aridi.

Il suo nome deriva dal greco e significa ‘Sole d’oro’, per il colore dei suoi fiori.  La droga si ricava proprio dai capolini fioriti ed è ricca di flavonoidi, olio essenziale, eugenolo, linelolo, nerolo, acido caffeico, tannini, arenina.

Le sue proprietà farmacologiche sono antinfiammatorie, antiedemogene, analgesiche, antimicrobiche, decongestionanti, antiallergiche, antieritematose, fotoprotettive, balsamiche ed espettoranti, antiepatotossiche. Utile, come uso esterno, nelle dermopatie come eczemi e psoriasi.

L’elicriso profuma di Sardegna, o la Sardegna profuma

di elicriso. Ancora non ho capito, ma non è importante.

Beppe Severgnini

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