29 Novembre 2022

Il dott. Edoardo Gemelli

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Non accade spesso di avere come relatore della propria tesi di Laurea un premio Nobel, né è frequente che un giovane studente socialista, anticlericale e rivoluzionario decida di cambiare radicalmente e in breve tempo i propri ideali per dedicarsi alla fede fino a divenire sacerdote. Se poi le due cose accadano contemporaneamente alla stessa persona allora l’evento è davvero eccezionale: esattamente come è stata tutta la vita di Frate Agostino, al secolo Edoardo Gemelli.

Medici … per altro famosi

di Marco Semprini

Non accade spesso di avere come relatore della propria tesi di Laurea un premio Nobel, né è frequente che un giovane studente socialista, anticlericale e rivoluzionario decida di cambiare radicalmente e in breve tempo i propri ideali per dedicarsi alla fede fino a divenire sacerdote. Se poi le due cose accadano contemporaneamente alla stessa persona allora l’evento è davvero eccezionale: esattamente come è stata tutta la vita di Frate Agostino, al secolo Edoardo Gemelli. Nato a Milano il 18 gennaio 1878 da Innocente, un piccolo imprenditore della borghesia milanese, e da Caterina Bertani, il Gemelli cresce in un clima familiare permeato da una forte atmosfera anticlericale e progressista, che rispecchiava il clima piuttosto agnostico della borghesia dell’epoca. Ricevette la prima educazione religiosa da una maestra delle elementari. Terminata l’istruzione primaria, frequentò il liceo-ginnasio Parini (1888-96) come alunno interno del collegio Longoni, dove vigeva una disciplina severa. Qui il giovane Edoardo si distinse per l’insofferenza al regolamento e abbandonò definitivamente la pratica religiosa. Finito il liceo si iscrive, nel 1896, alla facoltà di Medicina dell’Università di Pavia, dove si trasferisce. Frequentando l’Università viene a contatto con i molteplici emergenti pensieri rivoluzionari subendo il fascino del socialismo, tanto da divenirne un accesso attivista. Le sue azioni dimostrative e la sua indisciplina gli valsero l’espulsione dal prestigioso Collegio Ghislieri dove era entrato come convittore nel 1898. Portato sia all’azione che allo studio, il giovane Edoardo inizia a frequentare assiduamente il laboratorio di patologia generale dell’Università dove matura la passione per le scienze biologiche e la ricerca sperimentale. Qui conosce il suo maestro, che sarà anche relatore della sua tesi di laurea, l’istologo Camillo Golgi, premio Nobel per la medicina nel 1906. Proprio in difesa di Golgi, oggetto di polemiche negli ambienti socialisti, Gemelli visse però i primi contrasti con i compagni politici: le sue posizioni, fortemente criticate all’interno del partito, gli valsero alla fine l’espulsione. In questo stesso periodo rafforza la sua amicizia con Ludovico Necchi, già suo compagno di liceo, grazie al quale Edoardo inizia ad avere rapporti e frequentazioni con ambienti culturali diversi, soprattutto cattolici.

Così, mentre inizia la sua ricerca scientifica, che mai abbandonerà nella vita, avvia un’altra ricerca fondamentale, anch’essa destinata ad appassionarlo sempre, quella della verità dell’uomo ed innanzi tutto di sé. Il 9 luglio del 1902, discutendo una tesi di neuroanatomia, si laurea in Medicina con il massimo voti, ricevendo la nomina di assistente di Golgi. Svolto il tirocinio medico, adempie agli obblighi di leva come soldato di sanità nell’ospedale militare di Milano, che aveva sede nell’ex monastero benedettino di piazza Sant’Ambrogio, dove ritrova l’amico di sempre Ludovico Necchi.  In quel periodo matura definitivamente una ritrovata spiritualità e inaspettatamente decide di farsi frate francescano, in aperta polemica con la famiglia fortemente contraria. Alla sua conversione contribuì probabilmente proprio l’amicizia con Necchi il quale, fervente cattolico, parlò a lungo di San Francesco con Gemelli: è probabile che queste conversazioni abbiano avuto un ruolo decisivo nella inaspettata decisione. Il 23 novembre del 1903 viene ammesso all’ordine nel Convento di Rezzato (Brescia) e, trascorso l’anno di noviziato, prende i primi voti il 23 dicembre 1904. Edoardo Gemelli diviene Fra’ Agostino, nome religioso preso in onore di Sant’Agostino che, come lui, dopo una giovinezza trasgressiva, si convertì al cristianesimo fino a divenire vescovo di Ippona. Ordinato sacerdote nel 1908, Padre Agostino incomincia ad allargare i suoi interessi. Inizia una frenetica attività di ricerca, in particolare sulla psicologia sperimentale, di divulgazione, fondando la Rivista di Filosofia neoscolastica (1909) e di studio, conseguendo la Laurea in filosofia (1911). Importanti sono anche le frequentazioni, come quella con il sociologo Giuseppe Toniolo, con il quale prospetta la nascita di un Istituto superiore cattolico di studi filosofici, o quella con lo psicologo Federico Kiesow, con cui fonderà qualche anno più tardi la rivista Archivio italiano di psicologia. Incomincia a delinearsi ormai in modo chiaro nel giovane sacerdote la convinzione che sia necessario provvedere alla formazione di un pensiero cattolico moderno, coerente con i tempi. Inizia intanto l’ascesa verso quella che sarà una carriera accademica di grande successo con il conseguimento nel 1914 della libera docenza in Psicologia sperimentale all’Università di Torino, insegnamento che impartirà anche nell’Accademia scientifico-letteraria di Milano. Nel 1914, durante il primo conflitto mondiale, fonda la rivista di cultura Vita e Pensiero, un vero laboratorio di idee che troveranno corpo e attuazione nell’Università Cattolica del Sacro Cuore, al cui progetto lavorerà attivamente alla fine del periodo bellico.

Attraverso le sue riviste Gemelli sostenne un ritorno a posizioni gnoseologiche ed epistemologiche proprie del tomismo (divenendone uno dei principali esponenti in Italia), contrapponendole alle dominanti dottrine filosofiche idealiste: ciò gli consentì di occuparsi di ricerca, lasciando alla fede il giudizio ultimo sulla natura e sostenendo una idea della scienza priva di una teoria della conoscenza che si occupasse dei fini della natura umana. Sempre durante il primo conflitto mondiale, pur avendo deciso di abbandonare definitivamente la Medicina, presterà servizio al fronte come medico, mantenendo però come interesse primario la psicologia (fonderà il primo Laboratorio psicofisiologico del Comando supremo dell’esercito, dove condusse importanti studi sulla psicologia dei soldati e degli aviatori). Psicologia, insegnamento e ricerca saranno i motori propulsivi che caratterizzeranno tutta la vita di Gemelli: la passione per la ricerca lo porterà a cercare sempre il confronto delle idee, delle esperienze, delle concezioni, accostando senza preclusioni uomini diversamente schierati.

Con questi principi nel 1919, con Ludovico Necchi, Francesco Olgiati, Armida Barelli, Filippo Meda ed Ernesto Lombardo, Padre Agostino costituisce l’Istituto di Studi Superiori “Giuseppe Tonìolo”, ente destinato a divenire fondatore, garante e promotore della futura Università Cattolica, ottenendo anche l’approvazione dell’allora ministro dell’istruzione Benedetto Croce. Dopo una cruciale udienza con Papa Benedetto XV e con la benedizione del cardinale Achille Ratti, il 7 dicembre del 1921 (festività di Sant’Ambrogio) viene inaugurata l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con le due facoltà di Filosofia e Scienze Sociali. La prima sede dell’Ateneo è il palazzo di Luigi Canonica, in via Sant’Agnese 2: Padre Gemelli sarà il primo Rettore, carica che manterrà fino alla sua morte. Pochi anni più tardi (regio decreto n, 1661 del 2 ottobre 1924) ci sarà il riconoscimento da parte dello Stato italiano, che abilita così l’Università Cattolica a rilasciare titoli con valore legale, favorendo quella penetrazione dei cattolici nella società che costituisce uno degli scopi di padre Gemelli. Il riconoscimento statale rende necessario ristrutturare l’ordinamento didattico, nascono così la facoltà di Lettere e Filosofia e quella di Giurisprudenza (1925), seguite dalla Scuola di scienze politiche, economiche e sociali (1926), futura facoltà di Scienze politiche, economiche e commerciali (1934). Profondo e convinto sostenitore della ricerca, della sperimentazione e del confronto, sintetizzava così lo scopo dell’Ateneo:

«L’università deve essere focolaio di attività scientifica, vero laboratorio nel quale maestri e scolari collaborano ad indagare nuovi veri e a rivedere questioni già discusse. Così nello studente si educa lo spirito critico e, quel che più importa dato lo scopo speciale che la nostra Università ha, lo spirito di ricerca»

L’incontro di Gemelli con diverse personalità in quegli anni non sempre è socievole e costruttivo: esempio ne è quello avvenuto nel 1920 con padre Pio da Pietralcina, di cui le poche fonti riferiscono di un dialogo teso e contrapposto. Al riguardo ci fu un duplice polemico scambio epistolare con il Sant’Uffizio. In una prima lettera Padre Agostino, pur riconoscendo una vita encomiabile al frate, ne mise in dubbio la misticità, suggerendo ulteriori accertamenti da affidare ad una équipe di esperti in teologia, medicina e psicologia (metodo innovativo a quei tempi). In una seconda, del 1926, affermava che per lui Padre Pio era “uno psicopatico ignorante e che indulgeva in automutilazione e si procurava artificialmente le stigmate allo scopo di sfruttare la credulità della gente”.

Tuttavia, il Sant’Uffizio preferì non assecondare mai lo scienziato in materia di indagini (né si evince che Gemelli fu il fautore dei provvedimenti vaticani sul cappuccino). Continua intanto il grande impegno per l’Università da poco realizzata, in particolare nell’Istituto di psicologia da lui diretto, che diverrà nel tempo uno dei più moderni in Italia. Qui si svilupparono avanzate ricerche su percezione, linguaggio, personalità, orientamento professionale, selezione del personale e rapporto uomo-macchina. In quello stesso Istituto, attraverso corsi, seminari ed incontri periodici, si formerà una nuova generazione di studiosi, che diverranno tra i maggiori psicologi e docenti di psicologia italiani del Novecento (Piefrancesco Galli, Francesco Alberoni, Giancarlo Trentini, solo per citarne alcuni). Nominato nel 1936 Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, Gemelli assumerà anche la carica di Presidente della Commissione Permanente per le Applicazioni della Psicologia, un ramo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R.). Il 26 dicembre 1940, ad Anzola dell’Emilia vicino Bologna, padre Agostino ha un grave incidente stradale che gli procura gravi danni alla deambulazione costringendolo alle stampelle prima ed alla sedia a rotelle poi. In quegli stessi anni sarà costretto ad affrontare anche l’accusa di antisemitismo, visto il suo appoggio alle leggi razziali del 1938, ed alcuni scritti contro gli ebrei pubblicati sulle sue riviste, seppur a firma anonima. In realtà, se presente, l’antisemitismo di Gemelli ha una matrice puramente religiosa e non certo biologica. Nel tempo verrà completamente riabilitato da una apposita commissione che stabilirà come mai nella vita privata, in quella professionale e soprattutto nella sua azione didattica educativa all’Università, ci siano mai stati elementi razzisti e/o antisemiti. Dunque, sembra che nulla riesca a fermare l’azione di Padre Agostino, che continua a reggere con determinazione e lungimiranza l’Università, ricostruendola dopo i bombardamenti, ampliandone l’azione con l’inaugurazione nel 1953 della facoltà di Agraria nella nuova sede di Piacenza, e orientandola verso uno sviluppo che prevede la costituzione di una facoltà di Medicina e di un Policlinico, suo sogno sin dagli anni Venti. Il 4 agosto del 1958 viene emanato il decreto di istituzione della Facoltà di Medicina e chirurgia che ottiene al contempo l’approvazione del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione. Il grande sogno di padre Gemelli di dar vita a una facoltà medica si stava realizzando. La nuova facoltà di Medicina e Chirurgia sorgerà a Roma, a Monte Mario, per formare giovani che considerino «l’esercizio della loro professione come una nobile arte che ha per fine quello di alleviare le sofferenze dei fratelli in Cristo» (Vita e Pensiero, 1958). Nel 1959 cominciarono i lavori di edificazione, ma il 15 luglio dello stesso anno, Padre Agostino Gemelli si spegne a Milano, senza poter vedere la realizzazione della sua ultima grande fatica per la cultura scientifica in Italia. Sarà sepolto nella cripta della cappella dell’Università cattolica, dopo un solenne rito funebre celebrato nel Duomo di Milano dall’arcivescovo Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI, con un concorso memorabile di autorità, di studiosi e di popolo. L’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma – opera che rappresenta sicuramente il lascito più concreto di Gemelli – sarà inaugurata il 5 novembre del 1961 (mentre il Policlinico Universitario accoglierà i suoi primi pazienti 3 anni più tardi). Infaticabile promotore di cultura, autore prolifico (vanta oltre 2000 pubblicazioni scientifiche ufficiali), grande organizzatore, accademico, francescano, psicologo, filosofo, ricercatore, teologo, Padre Agostino Gemelli… medico famoso per troppi altri motivi.

Il valore della vita deve essere ricercato in due cose:

il piacere (o almeno, la libertà dalla sofferenza) e

il raggiungimento di obiettivi che l’agente stesso reputa importanti.


L. W. Sumner

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