5 Agosto 2021

Il Terapeuta – The Therapist

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Le opere dell’artista belga René François Ghislain Magritte (1898-1967) non vogliono nascondere nulla, né dare un significato, ma soltanto evocare il mistero della vita, in quanto la mente adora l’ignoto ed ignoto è lo stesso significato della mente. Attraverso un illusionismo onirico riesce a rappresentare su tela le libere associazioni di idee ed i misteriosi meccanismi dell’inconscio, attraverso la contrapposizione di elementi reali che, affiancati, creano però immagini assurde. Più di altri, Magritte ebbe la capacità di insinuare dubbi sul reale, non per intrepretarlo ma per mostrarne il mistero indefinibile, motivo per cui criticava gli altri surrealisti per la loro passione ed insistenza sull'analisi psicologica freudiana, ritenendo che le uniche persone bisognose di psicoterapia fossero gli psicologi stessi.

Commenti in cornice

di Efram L. Burk

 

Il Terapeuta – The Therapist

René Magritte – olio su tela, 1937

92 x 65 cm, collezione privata

Essere un surrealista significa annullare dalla tua mente

il ricordo di tutto ciò che hai visto, e concentrarsi

su ciò che non è mai stato

Le opere dell’artista belga René François Ghislain Magritte (1898-1967) non vogliono nascondere nulla, né dare un significato, ma soltanto evocare il mistero della vita, in quanto la mente adora l’ignoto ed ignoto è lo stesso significato della mente. Attraverso un illusionismo onirico riesce a rappresentare su tela le libere associazioni di idee ed i misteriosi meccanismi dell’inconscio, attraverso la contrapposizione di elementi reali che, affiancati, creano però immagini assurde. Più di altri, Magritte ebbe la capacità di insinuare dubbi sul reale, non per intrepretarlo ma per mostrarne il mistero indefinibile, motivo per cui criticava gli altri surrealisti per la loro passione ed insistenza sull’analisi psicologica freudiana, ritenendo che le uniche persone bisognose di psicoterapia fossero gli psicologi stessi. Ha dunque un significato ironico la rappresentazione che l’artista dà, in più versioni, a partire dal 1936, della figura del Terapeuta, una figura senza testa che riempie il proprio corpo di oggetti diversi. La versione del 1937 rappresenta la figura solitaria senza testa ma con cappello, seduta a gambe larghe su una duna come fosse un re sul trono, in attesa di dare udienza ai propri sudditi. Tiene nelle due mani un bastone, come fosse uno scettro, ed un sacco da viandante. Il mantello rosso, come un sipario, si apre sul busto sostituito da una gabbia, dove riposa un piccione, mentre fuori ne riposa un altro. Metaforicamente, questo dovrebbe essere il ruolo del terapeuta, che comunicando con i suoi pazienti, in modo distaccato ed imparziale, e conoscendo i segreti oscuri della loro anima, cerca di liberarli. Magritte tornò su questo tema più avanti alla fine della sua vita, completando una scultura in bronzo a grandezza naturale, intitolata Il guaritore. Probabilmente l’artista proiettava il desiderio di essere liberato dal cancro del pancreas e come il piccione potesse liberarsi dalla gabbia così potesse anche la sua anima.

René Magritte, The Healer, bronzo, 1967

152,4 × 133,4 × 85,1 cm, Museo Hirshhorn e Sculpture Garden, Smithsonian Institution, Washington, D.C.

 

Vi chiederete cosa è immaginario e cosa è reale. Si tratta della realtà delle apparenze o dell’apparenza della realtà? Cosa è davvero interno, e cosa è esterno? Che cosa stiamo osservando: la realtà o il sogno? Se il sogno è la rivelazione della vita reale, la vita reale è la rivelazione del sogno.

 

 

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