5 Agosto 2021

Cenni di antropometria

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L’antropometria è la scienza che si occupa del rilevamento dei caratteri umani sia dal punto di vista qualitativo sia quantitativo, considerando soprattutto lo studio delle tecniche e della metodologia delle misurazioni. Conoscere le caratteristiche dimensionali e morfologiche del corpo umano, soprattutto nelle sue differenze inter-individuali, è un’esigenza sentita nell’ambito delle scienze biologiche e mediche e quindi anche delle scienze che studiano la nutrizione.

di Paola Marconi

L’antropometria è la scienza che si occupa del rilevamento dei caratteri umani sia dal punto di vista qualitativo sia quantitativo, considerando soprattutto lo studio delle tecniche e della metodologia delle misurazioni.

Conoscere le caratteristiche dimensionali e morfologiche del corpo umano, soprattutto nelle sue differenze inter-individuali, è un’esigenza sentita nell’ambito delle scienze biologiche e mediche e quindi anche delle scienze che studiano la nutrizione. L’antropometria ha interessato anche la fisiologia, la costituzionalistica, la medicina clinica ed anche la medicina dell’esercizio fisico e dello sport.

L’antropometria applicata allo studio del movimento umano ha ormai da tempo guadagnato un posto di rilievo nelle scienze motorie e dello sport, e gli obiettivi che si pone sono:

  • indagare le leggi che regolano le condizioni dei livelli specifici e generali della prestazione sportiva in relazione alle caratteristiche somatiche degli atleti;
  • investigare le modificazioni che si producono sullo sviluppo fisico allo scopo di programmare gli allenamenti atletici appropriati;
  • avere un valore predittivo per selezionare le attitudini in molte attività sportive.

L’obiettivo principale dell’antropometria è raggiungere un sufficiente livello di certezza in modo tale che, una volta registrate, le misurazioni effettuate siano espressione reale dell’individuo in quel momento particolare (età e stato di allenamento). Se, in una successiva valutazione antropometrica, si verificasse una variazione positiva o negativa di un certo valore, essa rappresenterà un cambiamento reale e non il risultato di un errore.

Apparentemente la questione può sembrare semplice ma, soprattutto quando si esamina un soggetto in età evolutiva che si appresta ad intraprendere una certa attività fisica, è necessario tenere conto di due fattori importanti:

  • le modificazioni che il ragazzo/a subirà nelle sue misure corporee grazie all’accrescimento;
  • le modificazioni che l’attività fisica e sportiva inducono sulle strutture e quindi sui valori antropometrici del ragazzo/a.

 

Inoltre, gli strumenti antropometrici, anche i più accurati, possono subire modificazioni dovute ad usura, ad urti involontari, a variazioni causate da sbalzi di temperatura, e quindi devono essere periodicamente tarati.

Si deve anche considerare che l’operatore può presentare momenti di affaticamento e malessere dovuti a fattori estrinseci, tipo l’ambiente in cui lavora, sia intrinseci. Inoltre, la tecnica di misurazione, anche se è la medesima, può dare valori differenti tra operatori diversi.

L’antropometria, quindi, applicata sia all’individuo in fase di crescita somatica, sia allo sportivo, coinvolge il soggetto in modo molto intimo; lo strumento e l’osservatore si trovano in una situazione interattiva che l’operatore tenta continuamente di standardizzare per riuscire a misurare al meglio l’unica modificazione che interessa: quella del soggetto.

Le misure antropometriche forniscono informazioni sulle dimensioni e la composizione corporea, la struttura scheletrica, lo sviluppo osseo e dei tessuti molli, e sono molto utilizzate per la semplicità della loro raccolta.

Il numero delle misurazioni possibili è molto ampio e la scelta dipende dallo scopo dello studio, dal numero e dall’età dei soggetti del campione da esaminare.

Per la loro rilevazione è necessario usare strumenti affidabili che possano essere tarati, e durante la procedura di misurazione è necessaria una rigida e precisa standardizzazione. Inoltre, l’operatore deve essere esperto, cioè deve avere effettuato un elevato numero di misurazioni e conoscere l’esatto valore e significato dei parametri misurati e delle tecniche utilizzate.

Gli strumenti di misura vengono posti su punti di repere, detti anche somatometrici o antropometrici, e non sono altro che punti anatomici.

La conoscenza esatta di questi punti permette di migliorare di molto la precisazione delle misurazioni.

Per misurare un soggetto, l’operatore dovrebbe avere una notevole familiarità con la loro ubicazione ed avere acquisito una certa pratica per la loro ricerca attraverso la pratica della palpazione.

Le due misure antropometriche più largamente utilizzate per valutare lo stato nutrizionale di una popolazione sono il peso e la statura. Però il valore predittivo di questi due parametri usati singolarmente in riferimento alla composizione corporea e quindi allo stato di nutrizione non è sufficiente: l’accrescimento umano è regolato e influenzato dalla componente genetica e ambientale, mentre la misura del peso corporeo non distingue i rapporti relativi tra le varie componenti dell’organismo. Di conseguenza, le misure della statura e del peso sono state integrate per ottenere degli indici di riferimento dell’adiposità del soggetto.

Le due più comuni misure di obesità sono il peso relativo e gli indici peso/statura.

L’Indice di Quetelet o Indice di Massa Corporea (IMC) – Body Mass Index (BMI) secondo la terminologia anglosassone – cioè il rapporto tra il peso, espresso in Kg, e la statura in metri elevata al quadrato: Peso (kg) / statura eretta (m2)

L’IMC è l’indice pondo-staturale che presenta una minore correlazione con la statura e ha la più alta correlazione con il peso e il grasso corporeo, ottenuta attraverso pesata idrostatica (WHO, 1995). I valori del BMI per individui adulti sono suddivisi in categorie.

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