Junk food (II)

di Dario Alario, Giorgio Bracaglia, Simona Guglielmi

(seconda parte)

Pubblicità

Guardare Junk food fa venire fame. In pratica, si tratta di un circolo vizioso: più junk-food si consuma più se ne consumerebbe, e questo effetto catalizzatore non dipende solo dal piacere scatenato dall’assaggio, ma anche dalla sola vista. Alcuni ricercatori dell’Università della California del Sud hanno presentato al Meeting annuale della Endocrine Society a Houston (Texas) i risultati di un loro studio molto interessante incentrato sui meccanismi di ricompensa e appetito del nostro cervello. Il tutto collegato con il junk-food e la sua accattivante estetica. Per questo studio sono state coinvolte alcune giovani donne obese (tra i 15 e i 25 anni) a cui sono state fatte visionare immagini di cibi di vario tipo, il tutto mentre contemporaneamente venivano registrate le reazioni dei loro cervelli grazie alla risonanza magnetica funzionale.

Ecco perché le campagne pubblicitarie costruite proprio per aumentare il desiderio sono così deleterie, soprattutto sulle menti dei bambini e dei teenagers, ancora più influenzabili di quelle degli adulti. Nel 2016 finalmente la OMS si mobilita per richiamare l’attenzione sugli effetti deleteri della pubblicità di cibi spazzatura sui bambini e cominciano ad apparire titoli come «Basta con le pubblicità di Junk food rivolte ai bambini». Il 30 ottobre 2018 su Repubblica leggiamo anche: «La maggior parte dei paesi europei non ha preso misure sufficienti per evitare che i bambini vengano bombardati dal marketing di prodotti insani». L’Italia non è tra i paesi immobili ma tra quelli che hanno attivato iniziative insufficienti. È bello apprendere che la Commissione Affari Sociali della Camera, il 5 Novembre 2018, ha votato una risoluzione che impegna l’esecutivo a combattere l’obesità infantile limitando la pubblicità ad hoc.

 

Non è certo edificante vedere i campioni dello Sport come Serena Williams e LeBron James pubblicizzare McDonald,; meglio Beyoncè e Shaquille O’Neal che con Michelle Obama si impegnano nel ciclo di informazione alimentare con il programma ‘Let’ move’. Non è altrettanto educativo seguire in TV gli chef che spettacolarizzano a volte piatti che sono risultati meno sani dei piatti pronti: contenevano più calorie, proteine, grassi e grassi saturi e molte meno fibre rispetto ai piatti pronti (il 4% dei quali sono risultati conformi alle raccomandazioni dell’OMS).

Se il sonno è poco, la voglia di Junk food aumenta, e ciò, non solo attraverso il coinvolgimento dei meccanismi ormonali ed in particolare lo sbilanciamento fra produzione e rilascio di grelina, ma anche attraverso la stimolazione di alcuni centri come l’amigdala e l’ipotalamo, che entrano in funzione già dalla prima privazione di sonno

I consumatori sono inoltre spesso disinformati: per capire cosa effettivamente stiamo mangiando, siamo costretti a ricorrere ad analisi chimiche. Del resto, i fast-food fanno spesso mistero dell’origine e della composizione dei loro prodotti. Ripiegare quindi su cibi il più possibile freschi e di cui si può accertare la provenienza è la prima regola per seguire una dieta salutare ed equilibrata.

Qualcuno ha poi coniato il termine ‘Dieta disastro’ (Dollar menu disease). Quando il portafogli si assottiglia e gli straordinari lavorativi diventano una necessità, la scelta dei cibi da acquistare si trasforma infatti in un’asta per il prezzo più basso. Così, panini farciti, pollo fritto, cibi pronti e take-away prendono il posto delle sane abitudini alimentari. Con il risultato che il livello di colesterolo nel sangue si impenna ed il rischio di malattie cardiache e vascolari aumenta. In realtà, suggeriscono gli esperti, mangiare spendendo poco non significa necessariamente consumare cibi poco salutari. I fagioli, ad esempio, sono alleati molto economici per la nostra salute cardiaca e finanziaria. Anche noci, mandorle, pasta integrale, uova e frutta in scatola sono alimenti che non pesano molto sul portafogli. La salute ringrazierà.

 

Cosa possiamo fare

Le uniche armi che il popolo italiano possiede al fine di contrastare il marketing spietato del cibo spazzatura sono

  • l’educazione familiareGenitori di tutta Italia, nutrire rappresenta l’atto d’amore per eccellenza e per capirlo basta pensare all’importanza fisica e psicologica dell’allattamento materno. Non lasciate pochi euro ai vostri figli per far sì che si avvelenino; piuttosto, investite pochi minuti e nutriteli, cucinate per loro!
  • la cultura scolasticai presidi degli Istituti Superiori dovrebbero interrompere definitivamente l’approvvigionamento (come alcuni stanno già facendo) e la distribuzione degli snack e delle bibite gassate; dovrebbe essere già chiaro a tutti gli educatori che la cultura non è costituita solo dalle materie del piano scolastico ma anche e soprattutto dall’educazione alimentare e da quella motoria.
  • la Società Italiana di Pediatria – Dopo aver chiarito la sua posizione ed analizzato le cause dell’obesità, la Società Italiana di Pediatria (SIP) pubblica le seguenti raccomandazioni in tema di obesità e televisione:
  • No alla TV prima dei 2 anni
  • Limitare il tempo totale passato davanti allo schermo a non più di 2 ore/giorno
  • Evitare di mettere il televisore e la connessione illimitata nella camera dei ragazzi
  • Evitare la televisione ed il computer nelle ore serali e notturne
  • Alla politica italiana e all’industria: eliminare la pubblicità di cibo spazzatura dalla loro programmazione televisiva per bambini.

In tema di carrello della spesa, l’idea di tassare il cibo spazzatura, come in Francia, è dimostrato poter funzionare più degli sconti sugli alimenti consigliati, ed un altro studio ci dimostra come possano funzionare anche gli incentivi economici per tornare in line, anche se è discutibile la permanenza nel tempo dei risultati.

Conclusioni

Mi piace far soffermare l’attenzione sul fatto che la Società Italiana di Pediatria, fra le 10 regole da osservare in ogni fase della vita per la prevenzione del sovrappeso e dell’obesità e per la tutela della salute, ha inserito, non a caso, le seguenti:

 

5^) Limitare l’uso di fast food e la frequenza di locali a base di fast food

L’abitudine ai pasti consumati fuori casa, soprattutto nei fast food, è aumentata negli anni in tutte le fasce di età e le porzioni sono diventate sempre più grandi, inducendo le persone a mangiare di più. Inoltre, la frequenza di locali fast food da parte di bambini e adolescenti si associa a un aumento di assunzione di cibo spazzatura e a una ridotta assunzione di vegetali freschi.

 

6^) Evitare bevande zuccherate, sport drink, succhi di frutta con zuccheri aggiunti. In età adolescenziale, no a bevande alcoliche e energy drink

L’uso di bevande zuccherate può produrre un aumento di peso dovuto al contenuto in zucchero e quindi all’apporto calorico e al ridotto senso di sazietà che inducono. Inoltre, il fruttosio presente in molte bevande zuccherate favorisce l’aumento del grasso viscerale.

 

7^) Ridurre a meno di 2 ore al giorno il tempo trascorso davanti a uno schermo (TV, videogiochi, computer, cellulare, ecc.)

Passare troppe ore davanti a uno schermo, oltre a sottrarre tempo all’attività fisica, può associarsi a un’alimentazione eccessiva e scorretta. Installare un dispositivo di spegnimento elettronico sembra essere la strategia più efficace per limitare le ore di televisione. Sconsigliato l’uso di tv e tablet sotto i due anni perché è stato dimostrato un effetto negativo della video-esposizione sulla regolarità del sonno.

 

8^) Rispettare una corretta igiene del sonno

Dormire poco è un potenziale fattore di rischio per il sovrappeso e l’obesità in età pediatrica. Le quantità di ore di sonno ottimali nei bambini e negli adolescenti sono:

  • 4-12 mesi: 12-16 ore (sonnellini inclusi)
  • 1-2 anni: 11-14 ore (sonnellini inclusi)
  • 3-5 anni: 10-13 ore (sonnellini inclusi)
  • 6-12 anni: 9-12 ore
  • 13-18 anni: 8-10 ore

Si suggerisce di spegnere tutti gli ‘schermi’ 30 minuti prima di andare a letto, evitare che ci siano televisori e computer nella stanza da letto dei bambini.

 

9^) Seguire un’alimentazione a bassa densità calorica, basata sui principi della dieta mediterranea, con almeno 5 porzioni tra frutta, verdura e ortaggi, privilegiando le fonti vegetali di proteine e ripartita in circa 5 pasti giornalieri

Un’alimentazione ricca di prodotti vegetali e a moderato apporto di proteine animali e grassi saturi favorisce un sano metabolismo e riduce l’infiammazione dell’organismo. Il maggior numero di pasti dovrebbe essere consumato in famiglia.

 

10^) Trascorrere mediamente almeno 60 minuti al giorno in attività fisica moderata/intensa per migliorare la salute metabolica e ridurre il rischio di un eccessivo incremento di peso

È documentato che l’attività fisica previene sovrappeso e obesità e migliora il metabolismo a tutte le età. L’aumento dei livelli di attività fisica si può ottenere promuovendo giochi attivi e uno stile di vita attivo (camminare a piedi, andare sul triciclo o in bicicletta, giocare all’aperto, fare le scale, ecc.) in tutti i bambini a partire dai 2-3 anni di età e, a partire dai 5-6 anni, anche un’attività motoria organizzata con una frequenza di 2/3 volte a settimana.

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