5 Agosto 2021

Il Duomo di Tivoli

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E a forza di uscir presto tutte le mattine e di rientrare tardi tutte le sere e di impegnarci laboriosamente tutta la giornata, credo che facemmo conoscenza di tutti i particolari della città e della campagna circostante; e in particolare, visitammo tante di quelle chiese che io rinunciai a quella parte dell'impresa prima che fosse compiuta a metà, temendo di non andare poi mai più, di mia spontanea volontà, in chiesa in vita mia
Cattedrale S. Lorenzo di Tivoli

Cartoline dal passato

di Tertulliano Bonamoneta 

 

 

E a forza di uscir presto tutte le mattine
e di rientrare tardi tutte le sere e di impegnarci
laboriosamente tutta la giornata,
credo che facemmo conoscenza di tutti i
particolari della città e della campagna circostante;
e in particolare, visitammo tante di
quelle chiese che io rinunciai a quella parte
dell’impresa prima che fosse compiuta a metà,
temendo di non andare poi mai più, di mia
spontanea volontà, in chiesa in vita mia
C. Dickens
(Daily News)

La cartolina, che risale ai primi del ‘900, ci mostra il lato meridionale della Piazza dell’Olmo, che in seguito sarà detta Piazza Domenico Tani, chiusa a meridione dalla chiesa cattedrale di S. Lorenzo, che si vorrebbe far risalire, come fondazione, al VI secolo.
È errata la sua didascalia che reca l’indicazione Tivoli – il Duomo con la piazza omonima infatti la piazza omonima, cioè la Piazza del Duomo, si trova dalla parte opposta, davanti all’ingresso della chiesa .

Sul fondo si vedono la parete nord della cattedrale, con il dignitoso ingresso laterale, e due finestre lucifere, create per illuminare la navata centrale.
La chiesa, nelle forme e dimensioni, in cui la vediamo, risale al rifacimento totale dell’edificio
sacro voluto dal cardinale Giulio Roma, nel 1635, che ridusse l’ampiezza della precedente basilica medievale, mantenendo però intatto il bel campanile romanico, che all’origine non aveva la cuspide.
Sulla piazza giocano in frotta i bambini, mentre gli adulti sono affaccendati nelle immediate vicinanze del palazzo vescovile sulla destra.
Anche in questa fotografia si mostra il bel selciato antico di Tivoli, che dovrebbe essere ricostituito per rispetto ad una secolare tradizione.

La didascalia che accompagna la cartolina (Tivoli – Il Duomo con la Piazza omonima) è corretta perché, in effetti, ci troviamo nella Piazza del Duomo, sulla quale aggetta la facciata della chiesa, preceduta dal suo atrio, il quale reca sulla fronte un’iscrizione con la data della sua costruzione: 1650.
La ricostruzione della basilica di S. Lorenzo, patrono della nostra città, si era protratta dal 1635 al 1641.
Sul fondo, in basso, si vede il così detto Arco di Santa Sinforosa, che è un’antica galleria coperta da un arco a tutto sesto, la quale congiunge Piazza del Duomo con la Via del Colle.
Alla sua sinistra compare il Palazzo Vescovile, inferiormente occupato da laboratori, ed, in tempi più recenti, da un frantoio per le olive.
Il campanile appare in tutta la sua maestosità, con la divisione degli ultimi piani sottolineata da riseghe di mattoni e file di dentelli marmorei.
Negli ultimi due piani si aprono le finestre bifore, che conferiscono eleganza e leggerezza all’insieme.
Nell’ultimo piano erano, e sono ancora, alloggiate le campane, delle quali quella detta la forestiera suonava solo in morte di forestieri.
Quando i tiburtini la sentivano, capivano che era morto uno che non era nato a Tivoli.
La più piccola era detta la Campana del Salvatore perché fabbricata a spese della potente Confraternita del Salvatore nell’anno 1607.
Nello spazio libero del cielo notiamo l’incrociarsi dei molti fili della corrente elettrica, che dal 1886 concorrono ad illuminare piazze e vie della città con potenti fari.

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