30 Novembre 2022

Schubert – Sinfonia n.8 (l’incompiuta)

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Schubert scrive le prime sei sinfonie quasi di getto per cadere, sotto le mentite spoglie della produzione liederistica, in una sorta di letargo sinfonico. È proprio di questa fase l’abbozzo di partiture sinfoniche di esito incerto e tra queste appunto l’Incompiuta. Con solo due dei tradizionali quattro movimenti sinfonici, l’opera è di fatto un impromptus.
Schubert sinfonia n. 8 - l'incompiuta

La discoteca ideale

di Cosimo Cannalire

 

 

Schubert scrive le prime sei sinfonie quasi di getto per cadere, sotto le mentite spoglie della produzione liederistica, in una sorta di letargo sinfonico.

È proprio di questa fase l’abbozzo di partiture sinfoniche di esito incerto e tra queste appunto l’Incompiuta.

Con solo due dei tradizionali quattro movimenti sinfonici, l’opera è di fatto un impromptus.

La ragione è forse dovuta alla malattia che portò il compositore alla morte o piuttosto, ipotesi palingenetica, al fatto che, come nell’ultima sonata di Beethoven, ormai la forma classica dell’opera doveva necessariamente essere destrutturata e la musica volgersi in modo violento ed incontrollato al XX secolo.

La forma della sinfonia è su più livelli, come spesso nelle opere mature di Schubert (basti pensare alle ultime sonate) ed ha un fascino pari a quelle di Beethoven quando si sostituisca la melodia all’architettura musicale.

I colori spaziano dal dramma lugubre del primo movimento al tema tornito del secondo, dolce, luminoso, ma allo stesso tempo espressivo e vivo.

L’ultimo Bernstein (un direttore che non faceva prigionieri: o si amava o si odiava) con Amsterdam lavora molto sull’essenza della musica.

Con la stessa orchestra Harnoncourt fornisce la sua versione ossianica, ma comunque ricca di colori.

Sinopoli con la Philarmonia lascia una versione controversa, ma affascinante, con pendolamento continuo tra luce e buio.

Bohm con Vienna usa una tipica impronta neoclassica, quasi mozartiana, in linea con lo spirito di tutte le sue esecuzioni.

Davis con Dresda lavora sul mistero con una nobiltà di intento mista al senso della sfida musicale.

Ma alla fine, come sempre quando lascia un ricordo del suo immenso ed unico universo sonoro, Kleiber con Vienna accentua il dramma dell’opera, mischia tempi beethoveniani con poesia e ritmo e ci lascia soli con il mistero di quest’opera in cui si percepisce lo spirito di un autore malato, ma cosciente di dover lasciare un lascito e soprattutto di aprire le porte al futuro in una sorta di manierismo espressionista del romanticismo che ricorda per proprietà transitiva la rivoluzione di un Pontormo o di un Rosso nei confronti del rinascimento fiorentino.

Schubert sinfonia n. 8 - l'incompiuta by Kleibert
Schubert sinfonia n. 8 – l’incompiuta by Kleibert (https://youtu.be/I4MxMwLSlM4)

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