5 Agosto 2021

Dica … lo giuro!

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Prendendo spunto dal romanzo ottocentesco di J.W. Goethe Le affinità elettive, dove alludendo all’esistenza di misteriose corrispondenze tra fenomeni naturali e comportamenti sociali e, in particolare, l’attrazione tra uomo e donna , tra sesso e passione, è sicuramente possibile individuare quei cromosomi del DNA comuni tra l’ars medica e l’ars forense che mi piace definire professioni affini nonostante l’apparente lontananza e diversità.

LegalMente

di David Bacecci

 

Prendendo spunto dal romanzo ottocentesco di J.W. Goethe Le affinità elettive, dove alludendo all’esistenza di misteriose corrispondenze tra fenomeni naturali e comportamenti sociali e, in particolare, l’attrazione tra uomo e donna , tra sesso e passione, è sicuramente possibile individuare quei cromosomi del DNA comuni tra l’ars medica e l’ars forense che mi piace definire professioni affini nonostante l’apparente lontananza e diversità.

Da Avvocato mi piace partire dal dato normativo per individuare le principali affinità tra le due professioni.

La professione medica e la professione forense sono le due uniche professioni riconosciute dalla Costituzione. Il diritto alla salute e la tutela dei diritti di tutti i cittadini, che trova compendio nel principio del giusto processo, sono riconosciuti e tutelati dalla Costituzione. Non vi sono altre professioni, benché altrettanto nobili, da avere la copertura costituzionale.

Sia il Medico che l’Avvocato, quando iniziano la loro professione, seguono un cerimoniale che ha una sua ritualità: il giuramento. Con il giuramento di Ippocrate il medico si impegna, tra l’altro, ad esercitare in libertà e indipendenza la medicina e di perseguire, come scopo esclusivo, la difesa della vita. Con il giuramento l’Avvocato si impegna ad osservare con lealtà, onore e diligenza i doveri della professione di Avvocato per i fini della giustizia a tutela dell’assistito, nella consapevolezza della funzione sociale dell’Avvocato quale baluardo della difesa dei diritti.

Il Medico e l’Avvocato si prendono cura dei loro assistiti. Il malato va dal medico come colui che reclama un diritto o vede leso un suo diritto va dall’Avvocato. Sia il malato che l’assistito si rimettono nelle mani del Medico e dell’Avvocato. Il Medico e l’Avvocato, benché dovrebbero rimanere immuni dalle vicende umane del paziente o dell’assistito, inevitabilmente, fanno proprie le sofferenze e le passioni del malato o dell’assistito. L’Avvocato e il Medico vanno in aiuto di chi ha bisogno. Avvocato, dal latino advocatus ovvero ‘colui che è chiamato in difesa’, è colui che è chiamato in aiuto. L’Avvocato e il Medico sono espressione di due dei tre parametri (il terzo è l’istruzione) da cui si deve valutare la civiltà di uno stato: la giustizia e la sanità.

 

 

L’Avvocato e il Medico, negli ultimi decenni, si sono spesi in prima persona per cercare di arginare il costante e progressivo declino del sistema giustizia e del sistema sanitario italiano, dovuto alla miopia e all’arroganza della politica, senza distinzione di colore. La similitudine del fallimento dell’attuale assetto della giustizia italiana (lentezza dei processi, inefficienza, ingiustizia, carenza di organici, strutture inadeguate e insufficienti) e del del sistema sanitario è talmente evidente da rendere ancora più vicine le due professioni. Comprensibile la rabbia e lo sconcerto dei molti medici che, soprattutto in occasione dell’attuale emergenza epidemiologica, sono insorti verso quegli avvocati che pubblicizzavano la loro disponibilità a patrocinare cause contro i medici che si sono adoperati in questa tragedia epocale. In Italia ci sono 250.000 avvocati e purtroppo, anche tra gli avvocati, come tra i magistrati, i medici, i notai, troviamo avvoltoi e persone senza scrupolo.

L’affinità elettiva però si trova anche in questa vicenda. La parte sana dell’Avvocatura, la stragrande maggioranza, si è ribellata a questi avvoltoi e da tutte le componenti istituzionali dell’Avvocatura si è manifestata solidarietà e condivisione verso gli ‘affini’ amici medici.

Continueremo a difendere e a tutelare i diritti delle vittime della malasanità che, nella maggior parte dei casi, trovano origine nelle carenze organizzative delle strutture sanitarie e non tanto nell’errore del singolo medico, che è sempre possibile così come è possibile l’errore dell’Avvocato e del Magistrato; ma è giunto il momento anche di difendere i medici e gli operatori della sanità dalle modalità in cui sono costretti a svolgere la loro professioni esponendosi a rischi per la loro salute (come nei più recenti casi) o al rischio dell’errore medico con le conseguenti responsabilità.

È giunto il momento di difendere la dignità professionale e personale dei medici che, con generosità, affrontano le quotidiane difficoltà incuranti dei turni massacranti, della carenza del personale medico e paramedico, dell’inadeguatezza degli strumenti e delle strutture continuano, tutti i giorni, ad osservare il giuramento di Ippocrate.

Così come l’Avvocato nel Tribunale.

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