Arcinazzo Romano

Cartoline dal passato

di Tertulliano Bonamoneta 

 

 

È situato a 850 metri di altitudine, sui monti Affilani, alle falde del monte Pianezze (1.332 m).

Da sempre si è trovato in una posizione di confine: nell’Antichità con gli Equi e gli Etnici, poi, dopo molti secoli, tra lo Stato pontificio e la Campania marittima, attualmente tra la provincia di Roma e la Ciociaria. Il paese si chiamò Ponza d’Arcinazzo fino al 1892, forse perché originario da una famiglia Pontia che qui aveva vasti possedimenti.

La zona, per le caratteristiche paesaggistiche ed il salubre clima, fu scelta anche dall’imperatore Traiano per la costruzione di una sontuosa villa. Il paese nacque con il nome di Ponza nel Medioevo e fino al 1753 fu soggetto all’Abbazia sublacense, per poi passare sotto lo Stato pontificio.

Nel 1892 assunse il nome di Arcinazzo Romano ma i suoi abitanti sono tradizionalmente legati alla denominazione di ‘ponzesi’.

 

La tradizione

Esiste la tradizione per i ponzesi di andare, dopo le piogge, nelle prime luci dell’alba, a raccogliere le lumache, venute fuori dal terreno per l’umidità, che verranno cotte nel sugo e poi utilizzate per condire la polenta. Da alcuni anni, per la gioia dei buongustai, nel paese è stato realizzato un allevamento di lumache locali.

La ricettaLe lumache

Ingredienti: lumache, cipolla, pomodori, mollica di pane, aglio, olio d’oliva, foglie di lattuga, peperoncino, menta, aceto e sale.

Mettete le lumache con foglie di lattuga, con mollica di pane bagnata e strizzata in una cesta coperta per un po’ di giorni. Ponetele poi in un recipiente pieno d’acqua al quale aggiungerete dell’aceto forte, così che quelle vive escano dal guscio. Lavatele più volte per far uscire tutta la schiuma che producono e cuocetele in acqua salata con un po’ d’aceto per 20 minuti circa, quindi scolatele e risciacquatele ancora in acqua fredda corrente. Versatele in un grosso tegame dove fate prima soffriggere l’aglio nell’olio e poi unite la polpa di pomodoro. Lasciate cuocere per pochi minuti a fuoco forte, poi salate e unite il peperoncino, la menta e le lumache con il guscio o senza. Aggiungete acqua quanto basta e ultimate la cottura, che varia dai 45 ai 60 minuti.

 

La sagra

Sagra del Marrone, primi giorni di novembre.

 

Il proverbio

‘A lumaca a maggiu

mannala ‘n viaggiu.

A maggio le lumache lasciale andare,

non sono ancora buone da mangiare.

 

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