Quel fastidiosissimo bruciore

Napoleone Bonaparte è passato alla storia non solo per le sue gesta e la sua acuzie strategica, ma anche per la sua mano destra perennemente all’interno della giubba. Gesto che, sappiamo, dava sollievo al suo stomaco. È noto infatti che soffrisse di gastrite, e che morì per un carcinoma gastrico.

La gastrite, infiammazione della mucosa gastrica, interessa la metà delle persone al mondo.

Le cause più frequenti possono essere stimoli irritativi cronici sulla mucosa gastrica – come l’alcool o il fumo – situazioni stressogene ambientali e psicologiche, infezioni da Helicobacter Pylori, dieta povera di fibre, abuso di farmaci gastrolesivi (FANS).

Le forme acute sono caratterizzate da lesioni erosive, che possono rimanere superficiali oppure avere un’evoluzione drammatica con emorragia massiva. Le forme croniche possono invece rimanere asintomatiche per anni, provocando gravi danni alla mucosa gastrica come l’ulcera peptica e, in casi più gravi, laddove sia presente una forma sostenuta dall’infezione da Helicobacter Pylori, carcinoma gastrico.

Oltre a farmaci allopatici specifici, come gli inibitori di pompa e gli antiacidi, l’omeopatia e la fitoterapia ci danno una mano sia nell’alleviare la sintomatologia acuta, sia nel ridurre la riacutizzazione.

Iris Versicolor, detto anche giaggiolo blu, è una pianta perenne originaria delle praterie del nord America, e fiorisce rigogliosa nell’area mediterranea. Dal suo rizoma si estraggono acidi isoflalici, fitosteroli, alcool miriciclico ed olii essenziali, che svolgono un’azione equilibrante sui centri nervosi dell’intero organismo e sulle mucose del tratto digerente. Tale effetto risulta utilissimo nella cura delle dispepsie acide e ipercloridia nelle gastriti acute.

Cuprum Metallicum è un metallo pesante che, esposto all’aria, si ossida, coprendosi di una patina verdastra di idrocarbonato (verderame) ed è presente libero in natura ma anche in moltissimi alimenti vegetali. L’impiego del rame in medicina risale ai tempi degli Egizi, circa 45 secoli fa. Nel papiro Smith ne viene descritto l’uso per disinfettare le ferite ed anche l’acqua potabile. I Greci, i Romani e gli Aztechi lo utilizzarono per il trattamento delle bruciature e delle patologie gastrointestinali. Fu molto utilizzato nel corso dell’epidemia di colera che colpì la Francia nel 1832. Quando il rame viene a contatto con la superficie del batterio, ne provoca la rottura della membrana, penetra all’interno e, reagendo con l’ossigeno, produce la formazione di ROS, radicali liberi che danneggiano il batterio stesso. Da qui l’attività antibatterica del Cuprum ed il suo utilizzo nell’eradicazione e – soprattutto – nella riduzione del rischio di infezione da Helicobacter Pylori, causa di gastriti croniche.

“Mangia poco a pranzo e ancor meno a cena, che la salute di tutto il corpo
Si costruisce nel laboratorio dello stomaco”
Miguel de Cervantes

Giovanna Rizzitiello

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